Alto Adige distratto e addio alla vittoria

La squadra deve lavorare anche sulla concentrazione

BOLZANO. Pareggiare con la matricola ci può anche stare, pareggiare dopo essersi ritrovati a gestire il doppio vantaggio, però, lascia tanto l'amaro in bocca. Eppure è andata così. Alla vigilia del match con la Fermana, mister Zanetti aveva richiesto ai suoi una prova maiuscola, tutta anima e cuore, che potesse fugare le ombre di Pordenone e tracciare, nel contempo, una sorta di nuovo corso, della serie: "ok abbiamo capito quali sono stati i nostri errori, vediamo di lavorarci ed andare avanti". La "prova" richiesta da Zanetti c'è stata, almeno in parte, nonostante la nuova interpretazione dello scacchiere biancorosso deciso dal mister che ha dato spazio sin dall'inizio a Berardocco e Gatto. La prova c'è stata ma si è rivelata ancora una volta incostante. Cosa vuol dire questo? Da una parte bisogna considerare il bicchiere mezzo pieno, è cioè accattare il fatto che l'Alto Adige ha saputo fornire una prestazione tutto sommato positiva, ma purtroppo condita da qualche errore che ha compromesso ogni sforzo. La domanda è: come si fa a considerare una prestazione positiva se poi ci stanno degli errori marchiani e deleteri? La risposta è semplice se letta nell'ottica di quel "work in progress" che sta caratterizzando il divenire della pattuglia altoatesina. Mister Zanetti sta lavorando sodo e, a quanto pare dovrà continuare a farlo per altro tempo ancora, fino a quando non si riuscirà a perfezionare ogni sincronismo sia fisico che mentale. A questo Alto Adige bisogna dar fiducia, lo abbiamo detto nei giorni scorsi e lo ribadiamo con immodificato convincimento, pur non evitando di indicare quelle che sono attualmente le defaillance del gruppo biancorosso. La prima è di carattere mentale. Per chi ha assistito al match non sarà passato inosservato il cambio di registro, effettuato da Offredi e compagni nella ripresa. La prima frazione sarà stata bella dal punto di visto dell'impegno ma è stata altrettanta scarna sotto il profilo dell'incisività. Il portiere marchigiano Valentini, quanto per capirci, nel primo tempo non è stato ma chiamato in causa dagli avanti biancorossi, nonostante il possesso palla. Diversa la storia nella ripresa dove gli undici biancorossi sono tornati in campo trasformati, offrendo così altro al ritmo di gioco anche delle percussioni ficcanti che hanno fruttato le due reti di vantaggio. E' chiaro che nello stanzone, durante l'intervallo, mister Zanetti ha scosso il gruppo facendo la voce grossa, risvegliando in ognuno dei suoi il giusto animus pugnandi. E' questo l'aspetto che maggiormente ci fa riflettere: quando arriveremo al punto che non ci sarà più bisogno di questi forti scossoni? Scossoni che, però, non hanno impedito di far commettere errori fatali, come l'ingenuo fallo da rigore causato da Frascatore. Dopo l'aspetto mentale c'è da valutare quello meramente tecnico. Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: sotto il profilo del gioco il volto dell'Alto Adige non è ancora quello definitivo. Zanetti ci sta lavorando, modellando un gruppo che si è andato componendo pezzo per pezzo e sino all'ultimo giorno di mercato. La fiducia accordata a Berardocco e Gatto ci ha fatto capire che i due abbisognano di trovare la sintonia tra i reparti ed il giusto ritmo partita. C'è anche da dire che, con tutto il rispetto per Gyasi, Costantino e Gatti, è abbastanza lapalissiano che in questo scacchiere manchi un vero ariete dell'area di rigore. Magari i nostri lo sapranno diventare... ma ci vorrà del tempo. Bisogna quindi continuare ad aver fiducia nella crescita costante di questo gruppo che di partita in partita avrà le giuste chanche per testare ogni cosa. E' chiaro che non si potrà aspettare all'infinito ma bisogna aspettare. Prima di chiudere una constatazione riguardante il terreno del Druso. Negli anni passati se ne sono dette tante sullo stato di abbandono (per alcuni presunto) sia del campo che anche della struttura. Limitandoci al primo aspetto osserviamo come domenica pomeriggio sia apparso abbastanza evidente

lo stato imbarazzante del rettangolo di gioco: spelacchiato ed anche "ondulato" (irregolare in alcuni tratti), tutto ciò nonostante la frequentazione di tacchetti non sia più così assidua, visto che ci gioca soltanto l'Alto Adige. Che dire: è cambiata la gestione ma il problema è rimasto.

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