«Abbiamo fallito solo il colpo del ko A Vienna per vincere»

Coach Pokel comunque soddisfatto della prova dei suoi Alla «Albert Schultz-Halle» è determinante fare risultato

BOLZANO. Il risveglio del giorno dopo è stato duro per il popolo biancorosso. Difficile smaltire la delusione per la truppa di Pokel e per i settemila del Palaonda, che trascinati da una curva straordinaria, ricorderanno comunque vada una serata incredibile di hockey vero, spettacolare, intenso. Un vero spot, finito però con un boccone amaro, per "colpa" di un Lamoureux, goalie dei Capitals, pigliatutto e decisivo, come l'ex Vause, che ha beffato la sua ex squadra portando sul 2-0 la squadra della capitale. Il bello dei playoff, però, è che da un'opportunità mancata, può nascerne un'altra. Quella odierna sul ghiaccio di Kagran (face off ore 18.30, diretta tv su Video 33 e Sdf) per il Bolzano ha il sapore della rivincita, ma anche dell'ultima chiamata, per riaprire i giochi e tornare a sognare un posto in finale, dove Salisburgo, dall'altra parte del tabellone, pare già avere prenotato un posto in prima fila per il quarto anno di fila. Vincere è l'imperativo per questo Bolzano, che in gara 2, ma è opinione comune, avrebbe meritato la vittoria, per il carattere e anche l'energia mostrata nell'overtime. Il cinismo, però, l'arma che quasi sempre fa la differenza, ha invece premiato gli ospiti, una grande squadre, con tanti nomi eccellenti, che però hanno sofferto tantissimo contro lo spirito biancorosso, capace di gettare il cuore oltre l'ostacolo e di giocare una grande partita. Peccato per i due regali concessi nei sessanta regolamentari (i gol di Nödl e Holzapfel sono nati da errori dei padroni di casa ndr), peccato per i due overtime tutti all'attacco, nei quali si è visto uno spettacolo straordinario, grazie soprattutto alla carica del Bolzano, che il gol che avrebbe fatto crollare il Palaonda lo ha sfiorato più volte. Il tempo dei rimpianti però è già nel dimenticatoio. Oggi è il giorno della verità, la classica ultima chiamata per riaccendere una speranza e ridestare il morale di tutto l'ambiente. Vienna, per parte sua, avrà il vantaggio di giocarsi la gara numero tre della serie davanti al pubblico della Albert Schultz-Halle, provando ad allungare i giochi, in quella che sarebbe la sesta vittoria nei playoff dei Caps, ancora imbattuti in post-season (solo il Bolzano nel 2014 vanta uno score così) e che contro i biancorossi in casa non perdono praticamente mai (l'ultima vittoria del Bolzano risale al 5 ottobre 2015, 2-1 con reti di Pollastrone e Vause, ora protagonisti nella città di Sissi). "Venerdì è stata una grande battaglia - spiega coach Tom Pokel - abbiamo giocato una partita di alto livello e in pista tutti, ma dico tutti, hanno dato tutto quello che potevano. Peccato per l'epilogo amaro dopo 86 minuti, siamo sotto ma la sostanza non cambia: andiamo a Vienna per giocare, ho grande fiducia nei miei ragazzi e sono molto sereno, anche se in gara 2 abbiamo mancato il colpo del ko più volte e ci abbiamo messo del nostro". A questo Bolzano, va detto, manca gente come Palmieri e Reid, non due qualunque, ma contro i Caps in gara 2, è mancato solo maledetto millimetro all'overtime, per portarsi a casa un successo legittimo. La serie è aperta, la differenza tra questo Vienna e il Bolzano incerottato ma anche tanto generoso, c'è, ma non pare così marcata, come era sembrato nel terzo drittel di gara 1.

A livello di roster, Vienna potrebbe dovere rinunciare a Bowman in difesa, uscito malconcio

a gara in corso venerdì sera. Il line-up biancorosso sarà invece lo stesso di gara 2. Stasera per i tifosi nuova diretta su Video 33 e su Sdf con la diciottesima Rosengarten Hockey Night della stagione. Appuntamento dalle 18 con Michele Bolognini e Fabio Larcher.

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