In via Cagliari lumini, fiori e ancora dolore. I genitori
del giovane Moussa Oulachgar morto venerdì notte nel tragico
incidente che ha sconvolto l’intero quartiere, domenica non si sono
mai allontanati dal luogo del dramma. Assieme a loro tutti i
famigliari ed i moltissimi amici. Mentre si attende l’esito dell’i
nchiesta avviata dalla Procura della Repubblica, la famiglia ha
voluto cautelarsi affidando le proprie ragioni all’avvocato Nicola
Nettis che ieri pomeriggio ha effettuato un primo sopralluogo. Con
un obbiettivo iniziale: fare chiarezza sui tempi dei
soccorsi.
In effetti è proprio questo uno dei punti che dovranno essere
chiariti al più presto. Anche ieri molti testimoni oculari hanno
riferito all’avvocato dei tempi di attesa che sarebbero stati
insolitamente lunghi. «Ho sentito parlare di 20-25 minuti prima
dell’arrivo dell’ambulanza con il medico rianimatore a bordo -
spiega l’avvocato - dovremo andare a verificare bene quanto è
avvenuto». Come noto i responsabili del 118 hanno una verità
diversa e hanno già indicato in otto minuti il tempo resosi
necessario per l’arrivo dell’ambulanza sul luogo dello schianto. «E’
tutto documentato» ha ribadito anche ieri il responsabile del
servizio.
La famiglia del giovane Moussa vuole poi chiarezza sulla dinamica
dell’incidente. Ci sono troppe voci che hanno bisogno di una
verifica attenta. Si è sentito parlare di alcol, di mancanza di
patente di guida, di possibile concorso di colpa da parte della
vittima per la velocità, forse eccessiva, in cui è arrivato all’a
ppuntamento con la morte. «L’inchiesta sarà complessa - afferma l’a
vvocato Nettis - siamo solo alle prime battute e non ho avuto la
possibilità di verificare ancora nessun documento ufficiale».
Anche il magistrato che si occupa del caso (il sostituto
procuratore Axel Bisignano) non ha ancora visionato alcun verbale
ufficiale sul sinistro. L’indagine entrerà nel vivo solo oggi con
le prime verifiche tecniche sulla dinamica e la condotta di chi è
rimasto coinvolto. Dovrà essere valutata anche la presunta velocità
della moto della vittima.
La violenza dello schianto contro l’auto impegnata in una manovra a
«U» lascerebbe intendere che la velocità della moto non fosse
particolarmente moderata. Ma sono, al momento, solo ipotesi. E’
intanto emerso che l’auto della tragedia è stata posta sotto
sequestro. L’automobilista che era alla guida è ovviamente stato
iscritto sul registro degli indagati per omicidio colposo. Un atto
dovuto.
Ma c’è anche un’altra parte dell’inchiesta che dovrà trovare
sbocchi concreti: quella legata alle scene di rabbia e disperazione
sfociate in violenza, minacce, anche lesioni ai danni di una
vigilessa che è stata colpita in faccia da un pugno. Su questo
fronte sarà soprattutto la polizia (intervenuta con cinque
pattuglie) a ricostruire i fatti al magistrato. Sarebbero almeno
una decina le persone già identificate. Intanto le centinaia di
amici di Moussa hanno avviato una raccolta fondi - anche su
Facebook - in aiuto alla famiglia del 18enne deceduto