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martedì 09.02.2010 ore 06.05
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Morte in via Cagliari
inchiesta sui soccorsi

In via Cagliari lumini, fiori e ancora dolore. I genitori del giovane Moussa Oulachgar morto venerdì notte nel tragico incidente che ha sconvolto l’intero quartiere, domenica non si sono mai allontanati dal luogo del dramma. Assieme a loro tutti i famigliari ed i moltissimi amici. Mentre si attende l’esito dell’i nchiesta avviata dalla Procura della Repubblica, la famiglia ha voluto cautelarsi affidando le proprie ragioni all’avvocato Nicola Nettis che ieri pomeriggio ha effettuato un primo sopralluogo. Con un obbiettivo iniziale: fare chiarezza sui tempi dei soccorsi.

In effetti è proprio questo uno dei punti che dovranno essere chiariti al più presto. Anche ieri molti testimoni oculari hanno riferito all’avvocato dei tempi di attesa che sarebbero stati insolitamente lunghi. «Ho sentito parlare di 20-25 minuti prima dell’arrivo dell’ambulanza con il medico rianimatore a bordo - spiega l’avvocato - dovremo andare a verificare bene quanto è avvenuto». Come noto i responsabili del 118 hanno una verità diversa e hanno già indicato in otto minuti il tempo resosi necessario per l’arrivo dell’ambulanza sul luogo dello schianto. «E’ tutto documentato» ha ribadito anche ieri il responsabile del servizio.

La famiglia del giovane Moussa vuole poi chiarezza sulla dinamica dell’incidente. Ci sono troppe voci che hanno bisogno di una verifica attenta. Si è sentito parlare di alcol, di mancanza di patente di guida, di possibile concorso di colpa da parte della vittima per la velocità, forse eccessiva, in cui è arrivato all’a ppuntamento con la morte. «L’inchiesta sarà complessa - afferma l’a vvocato Nettis - siamo solo alle prime battute e non ho avuto la possibilità di verificare ancora nessun documento ufficiale».

Anche il magistrato che si occupa del caso (il sostituto procuratore Axel Bisignano) non ha ancora visionato alcun verbale ufficiale sul sinistro. L’indagine entrerà nel vivo solo oggi con le prime verifiche tecniche sulla dinamica e la condotta di chi è rimasto coinvolto. Dovrà essere valutata anche la presunta velocità della moto della vittima.



La violenza dello schianto contro l’auto impegnata in una manovra a «U» lascerebbe intendere che la velocità della moto non fosse particolarmente moderata. Ma sono, al momento, solo ipotesi. E’ intanto emerso che l’auto della tragedia è stata posta sotto sequestro. L’automobilista che era alla guida è ovviamente stato iscritto sul registro degli indagati per omicidio colposo. Un atto dovuto.

Ma c’è anche un’altra parte dell’inchiesta che dovrà trovare sbocchi concreti: quella legata alle scene di rabbia e disperazione sfociate in violenza, minacce, anche lesioni ai danni di una vigilessa che è stata colpita in faccia da un pugno. Su questo fronte sarà soprattutto la polizia (intervenuta con cinque pattuglie) a ricostruire i fatti al magistrato. Sarebbero almeno una decina le persone già identificate. Intanto le centinaia di amici di Moussa hanno avviato una raccolta fondi - anche su Facebook - in aiuto alla famiglia del 18enne deceduto

(16 novembre 2009)
 
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