ALLARME AL SAN MAURIZIO
Fuga di gas all'ospedale di Bolzano
Malori e sale operatorie bloccate
Due medici e quattro infermiere hanno accusato nausea e irritazione. Potrebbe trattarsi di formaldeide
di Valeria Frangipane
BOLZANO. Forti esalazioni di gas hanno bloccato
alcune sale operatorie del San Maurizio. Heinrich Ebner, primario
di Chirurgia vascolare, l’anestesista Willi Pitscheider e quattro
infermiere sono finiti al pronto soccorso. I vertici dell’ospedale
hanno già sospeso parte degli interventi fissati per lunedì.
Nausea, vomito, cefalea, irritazione alle mucose degli occhi e
della bocca oltre ad un forte sapore metallico (sempre in bocca):
questi i sintomi, più o meno forti, accusati dal personale.
Ci sono forti sospetti, ma ancora nessuna conferma, che le
esalazioni tossiche siano state provocate da una eccessiva
concentrazione nell’aria di formaldeide, che viene utilizzata nelle
sale operatorie per disinfettare e sterilizzare sia gli ambienti
che i materiali sanitari.
I vertici dell’Azienda dopo una lunga riunione ed alcune
misurazioni dell’aria hanno deciso, ieri pomeriggio, di sospendere
per precauzione alcuni degli interventi fissati per lunedì che
slitteranno nei prossimi giorni.
Massimo Ribetto segretario del Nursing Up, il sindacato degli
infermieri, spiega senza facili allarmismi che così non si può
andare avanti e in una lunga e dettagliata lettera inviata al
direttore del Comprensorio sanitario Umberto Tait, ripercorre passo
dopo passo gli avvenimenti di questi ultimi giorni chiedendo
controlli e verifiche approfondite perché eventi del genere non si
ripetano più per la sicurezza del personale e degli stessi
pazienti.
Il primo episodio - come detto - si è verificato mercoledì scorso,
il secondo ieri con un nuovo blocco di alcune sale del gruppo
operatorio. «Mercoledì tra le 7 e le 8 di mattina - scrive Ribetto
a Tait - il personale ha avvertito un forte odore che proveniva dal
corridoio dove stazionano i pazienti di Urologia. L’odore si è
diffuso quindi nella sala operatoria di Chirurgia vascolare che si
trova accanto e 4 infermiere si sono sentite male. Tre hanno
accusato sintomi gravi forse perché si trovavano sul posto tra le 7
e le 7.30 quando le esalazioni erano più forti mentre una di loro,
che è in fase di allattamento, se l’è cavata con problemi minori
perché è arrivata più tardi, attorno alle 8. Lo stesso è successo
al primario di Chirurgia vascolare, Heinrich Ebner, che è arrivato
in sala attorno alle 8 di mattina e che non ha accusato sintomi
gravi ma un forte e fastidioso sapore metallico in bocca. Il
secondo medico, l’anestesista Willi Pitscheider, ha riportato un’i
rritazione delle mucose e si è presentato per farsi vedere all’a
ccettazione del pronto soccorso».
E non è finita qui perché giovedì le tre infermiere colpite in
pieno dalle esalazioni non si sono presentate al lavoro e due di
loro hanno continuato per parecchie ore ad accusare un malessere
generalizzato. «I sintomi accusati in generale dal personale, con
differenze di intensità dovute sicuramente al tempo di esposizione,
sono stati nausea, vomito, cefalea, irritazione delle mucose (occhi
e bocca) ed un fastidioso sapore metallico in bocca. I segni
evidenti rilevati dall’emogas-analisi hanno rilevato una bassa
concentrazione di pO2 almeno in due infermiere».
Il segretario del Nursing Up è calmo ma chiaro: «Siamo fortemente
preoccupati che si tratti proprio di formaldeide. Quanto accaduto è
senza ombra di dubbio da attribuirsi ad un incidente dalle
conseguenze potenzialmente pericolose se non pericolosissime e
pertanto chiedo analisi approfondite per capire cosa è successo
affinché, nell’interesse della salute degli operatori sanitari e
dei pazienti, questo non si ripeta nel nostro ospedale mai più».
(30 gennaio 2010)