Montagna
Catinaccio, allarme escursioni
la neve blocca le ferrate
Ancora troppa neve sulle Dolomiti ed escursionisti in seria
difficoltà. Caso eclatante il sentiero attrezzato del Santner, sul
Catinaccio. Il celebre canalino si sale solo coi ramponi e si
scende solo in “doppia”. Peccato lo si scopra solo dopo due ore di
cammino: niente cartelli.
Quest’inverno ha nevicato come non accadeva forse da 30 o 40 anni.
E in alto la coltre bianca e insidiosa dà ancora fastidio, eccome.
Amanti ed esperti di escursionismo, alpinismo e arrampicata se la
cavano comunque. Scelgono tracciati esposti a meridione, oppure
belli aperti, lontani da vallette profonde, canaloni ombrosi,
pareti nord. Così facendo trovano itinerari in abbondanza e privi
di ostacoli, per l’assenza di fastidiosi e insidiosi accumuli di
neve ghiacciata. Peccato che non tutti possiedano l’esperienza
adeguata. E si trovino di fronte a un itinerario improvvisamente
difficile.
Un caso esemplare, in questi giorni, si sta verificando sul celebre
sentiero attrezzato del passo Santner, nel gruppo del Catinaccio.
Un percorso non difficile, per molti se non per tutti, perché nei
tratti impegnativi sin dall’anno 1900 sono stati sistemati
corrimano con cavi in acciaio, scalette, pioli. Unico tratto
problematico, il canalino finale: se si scivola, lo si fa per
decine di metri. E poi c’è il salto col burrone. Tradotto, se non
si sta abbastanza attenti ci si lascia le penne. Nei decenni,
purtroppo, è capitato spesso. A inizio stagione il canalino è
pericoloso già negli anni normali, figurarsi in quelli nevosi. Se
negli ultimi decenni la neve nel canalino se ne andava quasi del
tutto prima della stagione estiva, quest’anno il cavo d’acciaio è
sotto metri di neve.
Anche chi ha la “manetta” alpinistica e magari sale al Santner con
la corda per poi arrampicare sulle Torri, a cima Catinaccio o a
punta Emma, potendosi così legare nel canalino, sul ghiaccio si
impaurisce. Il peggio capita però ai semplici escursionisti.
Arrivano lassù dopo ore, agognando la birretta al soprastante
rifugio passo Santner, a dieci minuti dall’uscita del canalino. Ma
devono tornare giù. Perché nessuno ha segnalato che il sentiero non
è praticabile. L’Alpenverein di Tires non s’è mosso. Le
associazioni turistiche di Nova Levante e Tires nemmeno. Il parco
naturale Sciliar-Catinaccio? Neppure.
(30 giugno 2009)