Bolzano, ostetrica a giudizio per procurato aborto
Sotto accusa per una bimba nata morta all'ospedale
BOLZANO. Un’ostetrica dell’ospedale di Bolzano
verrà processata tra un mese (il 10 marzo) con l’accusa di aver
procurato un aborto per colpa.
Il procedimento è già stato fissato davanti al tribunle in
composizione monocratica dopo che l’Azienda sanitaria e la
compagnia assicuratrice non hanno ritenuto di dover avviare una
trattativa per arrivare ad un risarcimento danni dei genitori
bolzanini che hanno vissuto il dramma.
La citazione a giudizio (con procedura diretta), firmata dal
pubblico ministero Benno Baumgartner è di oltre un anno fa ma l’i
ter processuale è stato, di fatto, rallentato per agevolare una
possibile intesa tra le parti a livello risarcitorio. In realtà nè
l’Azienda sanitaria altoatesina nè la compagnia di assicurazione
hanno ritenuto di dover fare una mossa in quella direzione. L’o
stetrica, imputata di procurato aborto in termini colposi,
comparirà dunque davanti al giudice il prossimo 10 marzo. In
sostanza la donna è accusata di aver provocato il 13 ottobre 2007,
per negligenze professionali, la morte di una bambina che stava
nascendo. Al centro della vicenda c’è la presunta sottovalutazione
da pare dell’imputata di una prolungata sofferenza fetale
proseguita per quasi due ore senza che, all’ospedale di Bolzano,
fosse avvertito il medico di reparto. Nel procedimento si sono
costituiti parte civile (con il patrocinio dell’avvocato Nicola
Nettis) i genitori della sfortunata nascitura (i bolzanini Silvia
Bergamini e Sandro Martucci). L’accusa, pubblica e privata, possono
contare sul responso di un paio di perizie che hanno individuato le
cause molto probabili della tragedia. Non solo. L’autopsia disposta
dalla magistratura dimostrò in primo luogo che la piccola, nata
morta, non soffriva di nessuna patologia particolare ed era
perfettamente sana. Sarebbe stata dunque proprio l’improvvisa
sofferenza fetale verificatasi un paio d’ore prima del parto a
provocare la tragedia. In pratica il nascituro non sarebbe stato
monitorato a dovere dal personale del reparto di ostetricia ove la
partoriente era stata ricoverata per il parto.
A questa conclusione sono giunti (oltre al dottor Cirnelli per il
Pm) anche i consulenti della parte lesa, cioè il professor Mario
Rondinelli, docente di ginecologia e ostetricia della facoltà di
medicina dell’università di Padova (un luminare nel settore) e la
dottoressa Elke Otto, specialista in medicina legale a Bologna.
Tutti e tre i professionisti interpellati sulle cause della
disgrazia sono arrivati alle stesse conclusioni e cioè che la
bambina in procinto di nascere non presentava alcun deficit e che
la fase pre parto sarebbe stata assolutamente regolare.
(08 febbraio 2010)