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sabato 20.03.2010 ore 22.12
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Bolzano, ostetrica a giudizio per procurato aborto

Sotto accusa per una bimba nata morta all'ospedale
BOLZANO. Un’ostetrica dell’ospedale di Bolzano verrà processata tra un mese (il 10 marzo) con l’accusa di aver procurato un aborto per colpa.
 Il procedimento è già stato fissato davanti al tribunle in composizione monocratica dopo che l’Azienda sanitaria e la compagnia assicuratrice non hanno ritenuto di dover avviare una trattativa per arrivare ad un risarcimento danni dei genitori bolzanini che hanno vissuto il dramma.
 La citazione a giudizio (con procedura diretta), firmata dal pubblico ministero Benno Baumgartner è di oltre un anno fa ma l’i ter processuale è stato, di fatto, rallentato per agevolare una possibile intesa tra le parti a livello risarcitorio. In realtà nè l’Azienda sanitaria altoatesina nè la compagnia di assicurazione hanno ritenuto di dover fare una mossa in quella direzione. L’o stetrica, imputata di procurato aborto in termini colposi, comparirà dunque davanti al giudice il prossimo 10 marzo. In sostanza la donna è accusata di aver provocato il 13 ottobre 2007, per negligenze professionali, la morte di una bambina che stava nascendo. Al centro della vicenda c’è la presunta sottovalutazione da pare dell’imputata di una prolungata sofferenza fetale proseguita per quasi due ore senza che, all’ospedale di Bolzano, fosse avvertito il medico di reparto. Nel procedimento si sono costituiti parte civile (con il patrocinio dell’avvocato Nicola Nettis) i genitori della sfortunata nascitura (i bolzanini Silvia Bergamini e Sandro Martucci). L’accusa, pubblica e privata, possono contare sul responso di un paio di perizie che hanno individuato le cause molto probabili della tragedia. Non solo. L’autopsia disposta dalla magistratura dimostrò in primo luogo che la piccola, nata morta, non soffriva di nessuna patologia particolare ed era perfettamente sana. Sarebbe stata dunque proprio l’improvvisa sofferenza fetale verificatasi un paio d’ore prima del parto a provocare la tragedia. In pratica il nascituro non sarebbe stato monitorato a dovere dal personale del reparto di ostetricia ove la partoriente era stata ricoverata per il parto.
 A questa conclusione sono giunti (oltre al dottor Cirnelli per il Pm) anche i consulenti della parte lesa, cioè il professor Mario Rondinelli, docente di ginecologia e ostetricia della facoltà di medicina dell’università di Padova (un luminare nel settore) e la dottoressa Elke Otto, specialista in medicina legale a Bologna. Tutti e tre i professionisti interpellati sulle cause della disgrazia sono arrivati alle stesse conclusioni e cioè che la bambina in procinto di nascere non presentava alcun deficit e che la fase pre parto sarebbe stata assolutamente regolare.
(08 febbraio 2010)
 
 
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