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domenica 22.11.2009 ore 00.33
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La rivolta anti campane va dal giudice

Nel mirino la chiesa dei frati: «Quei rintocchi non ci fanno riposare»
di Mario Bertoldi
ASCOLTA Le campane di Gries suonano a festa

BOLZANO.
Un gruppo di bolzanini domiciliati nei pressi della Chiesa dei frati di Gries ha deciso di far ricorso al giudice, civile o penale, per cercare di ottenere un provvedimento in grado di limitare il ricorso alle campane anche nelle prime ore del mattino delle giornate festive. Sembra che siano parecchie le persone che lamentano di non poter riposare adeguatamente nelle mattinate delle giornate festive con livelli di inquinamento acustico in alcuni casi realmente elevati.

Visto che un accordo con i responsabili della parrocchia pare sia difficile da trovare, alcuni bolzanini del quartiere - letteralmente esasperati - hanno deciso di passare alle maniere «forti» e hanno dato mandato allo studio legale dell’avvocato Stefano D’Apolito di studiare un ricorso davanti al giudice per trovare una soluzione. Nelle scorse settimane sono iniziati alcuni rilievi di natura tecnica per documentare il livello di inquinamento acustico in alcune abitazioni a poche decine di metri in linea d’aria con il campanile della chiesa. E’ così emerso che alle sette di mattina di una domenica i rintocchi delle campane a festa hanno raggiunto il numero di 96.

Inoltre il suono delle campane è così elevato che in alcune abitazioni i residenti non sono neppure in grado di parlare normalmente con i conviventi. Insomma, per colloquiare con i propri cari, sembra sia necessario urlare, altrimenti per alcuni minuti è meglio tacere. Chi vorrebbe semplicemente riposarsi e dormire in occasione delle domeniche è invece costretto a rassegnarsi anche perchè nei giorni festivi i momenti di attivazione delle campane si moltiplicano. Lo studio dell’avvocato Stefano D’Apolito si è dunque messo al lavoro. Il primo punto da superare è dare una qualificazione giuridica al disagio provocato ai cittadini e, di conseguenza, decidere il tipo di intervento da chiedere ad un giudice che dovrà comunque anche tenere in considerazione le legittime esigenze di chi, al contrario, difende il proprio diritto di vivere le giornate festive secondo i dettami religiosi più tradizionali. Non è la prima volta, comunque, che ad un giudice si chiede un intervento di questo tipo. Sulle contestazioni all’uso delle campane si è così formata una certa giurisprudenza, in parte nel versante penale e in parte in quello civile o amministrativo.

I contenziosi di questa natura non sempre hanno un iter scontato in quanto sulla base di quanto prevede il Concordato (sui rapporti tra Stato e Chiesa) è già stabilito che se l’uso delle campane avviene nel corso di manifestazioni di culto non può sottostare ad alcun altro ordinamento che non sia quello ecclesiastico (sulla base dei documenti dei Sinodi o alle circolari della Cei). Solo al di fuori del collegamento con funzioni liturgiche l’uso smodato delle campane può dar luogo al reato di disturbo della quiete pubblica (art. 659 codice penale).
(17 ottobre 2008)
 
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