La rivolta anti campane va dal giudice
Nel mirino la chiesa dei frati: «Quei rintocchi non ci fanno riposare»
di Mario Bertoldi
ASCOLTA Le
campane di Gries suonano a festa
BOLZANO. Un gruppo di bolzanini domiciliati nei pressi
della Chiesa dei frati di Gries ha deciso di far ricorso al
giudice, civile o penale, per cercare di ottenere un provvedimento
in grado di limitare il ricorso alle campane anche nelle prime ore
del mattino delle giornate festive. Sembra che siano parecchie le
persone che lamentano di non poter riposare adeguatamente nelle
mattinate delle giornate festive con livelli di inquinamento
acustico in alcuni casi realmente elevati.
Visto che un accordo con i responsabili della parrocchia pare sia
difficile da trovare, alcuni bolzanini del quartiere -
letteralmente esasperati - hanno deciso di passare alle maniere
«forti» e hanno dato mandato allo studio legale dell’avvocato
Stefano D’Apolito di studiare un ricorso davanti al giudice per
trovare una soluzione. Nelle scorse settimane sono iniziati alcuni
rilievi di natura tecnica per documentare il livello di
inquinamento acustico in alcune abitazioni a poche decine di metri
in linea d’aria con il campanile della chiesa. E’ così emerso che
alle sette di mattina di una domenica i rintocchi delle campane a
festa hanno raggiunto il numero di 96.
Inoltre il suono delle campane è così elevato che in alcune
abitazioni i residenti non sono neppure in grado di parlare
normalmente con i conviventi. Insomma, per colloquiare con i propri
cari, sembra sia necessario urlare, altrimenti per alcuni minuti è
meglio tacere. Chi vorrebbe semplicemente riposarsi e dormire in
occasione delle domeniche è invece costretto a rassegnarsi anche
perchè nei giorni festivi i momenti di attivazione delle campane si
moltiplicano. Lo studio dell’avvocato Stefano D’Apolito si è dunque
messo al lavoro. Il primo punto da superare è dare una
qualificazione giuridica al disagio provocato ai cittadini e, di
conseguenza, decidere il tipo di intervento da chiedere ad un
giudice che dovrà comunque anche tenere in considerazione le
legittime esigenze di chi, al contrario, difende il proprio diritto
di vivere le giornate festive secondo i dettami religiosi più
tradizionali. Non è la prima volta, comunque, che ad un giudice si
chiede un intervento di questo tipo. Sulle contestazioni all’uso
delle campane si è così formata una certa giurisprudenza, in parte
nel versante penale e in parte in quello civile o
amministrativo.
I contenziosi di questa natura non sempre hanno un iter scontato in
quanto sulla base di quanto prevede il Concordato (sui rapporti tra
Stato e Chiesa) è già stabilito che se l’uso delle campane avviene
nel corso di manifestazioni di culto non può sottostare ad alcun
altro ordinamento che non sia quello ecclesiastico (sulla base dei
documenti dei Sinodi o alle circolari della Cei). Solo al di fuori
del collegamento con funzioni liturgiche l’uso smodato delle
campane può dar luogo al reato di disturbo della quiete pubblica
(art. 659 codice penale).
(17 ottobre 2008)