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sabato 21.11.2009 ore 04.51
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E Pahl: pronto a fare lo sciopero della fame

Svp, ultimatum alla rana
"Via prima che arrivi il Papa"

La rana crocifissa esposta al Museion non smette di far parlare di sé. Franz Pahl, presidente del consiglio regionale, annuncia: "Sciopero della fame, se non viene tolta fra una settimana". E l'Obmann dell'Svp Pichler Rolle: "Quella scultura ferisce i sentimenti cristiani, toglietela". Dopo più di un mese, e dopo la copertura con i giornali, riscoppia la polemica
La rana crocifissa di Martin Kippenberger («Zuerst die Füsse», Prima i piedi) installata nell’atrio del Museion torna al centro del dibattito. Soprattutto politico.
«O la rana crocifissa viene tolta dal Museion almeno una settimana prima dell’arrivo del Papa a Bressanone o io farò lo sciopero della fame». Franz Pahl, presidente del consiglio regionale, lancia l’u ltimatum ai vertici del Museion, ma soprattutto al suo partito.
Pahl chiede infatti alla Svp di chiarire qual è la posizione del partito in riferimento all’esposizione dell’opera di Kippenberg. Mossa chiaramente elettoralistica commenta qualcuno, anche perché il presidente del consiglio regionale finora non era intervenuto sulla rana crocifissa che, dopo oltre un mese dall’inaugurazione del Museion, fa ancora discutere. Pahl si era limitato a prendere le difese del gruppo di fedeli che, ogni sabato, va a pregare davanti al Museion, nella speranza che l’opera venga rimossa.
E la risposta dell'Svp non si fa attendere.
«La rana crocifissa di Martin Kippenberger dovrebbe essere rimossa, perché troppi altoatesini si sono sentiti feriti nei loro sentimenti religiosi». Elmar Pichler Rolle, Obmann della Svp, non fa ricorso a grandi giri di parole e lancia un invito esplicito alla direzione del Museion. «Le spiegazioni, per quanto tardive, non sono state recepite». Frena, invece, l’assessore provinciale alla cultura in lingua tedesca Sabina Kasslatter Mur: «Giusto riflettere, ma non dovremmo intrometterci».
Ma ecco che cosa dice esattamente Pichler Rolle, rispondendo alle nostre domande.

Per quale ragione ritiene sia giusto allontanare la rana? La politica non dovrebbe condizionare l’arte. Non crede?
«La Volkspartei è un partito cattolico, con radici cristiane. E ritengo sia doveroso comportarsi di conseguenza. In fondo è una questione di rispetto, nulla più. Non approverei nemmeno un artista che mira a trasformare una sinagoga in una toilette pubblica o una moschea in un porcile. Ma la stessa cosa deve valere per i cristiani: serve, ripeto, il giusto rispetto».


Ai giornali sono arrivate centinaia di lettere di protesta, soprattutto dal mondo tedesco, per l’opera di Kippenberger. Perché?
«La stragrande maggioranza dei sudtirolesi vede nella croce e nel segno della croce qualcosa di sacro, che non si può profanare così. Anche se dietro all’opera si nasconde un messaggio profondo, che nel caso in questione non è stato affatto recepito. Poi, ci sono stati fatti altri rilievi. Si tratta di un museo finanziato con soldi pubblici e la gente si arrabbia e si infervora ancora di più anche per questo. Ed io, sinceramente, lo comprendo. Anche la giunta provinciale, il giorno dopo la polemica, si era espressa per la rimozione dell’opera. Ora la Volkspartei si è semplicemente allineata su quella posizione».
Quindi lei non parla solo a titolo personale.
«No, rappresento anche il partito. La stragrande maggioranza dei nostri iscritti la pensa in questo modo, perché ci rifacciamo tutti agli stessi valori. La direzione del Museion farebbe bene a tenerne conto. Il nostro è un invito a tirare le somme rispetto a quanto è accaduto nell’ultimo mese».

(26 maggio 2008)
 
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