Museion, la rana crocifissa
adesso torna a casa
Le sorprese non finiscono mai con la rana crocifissa esposta al
Museion di Bolzano che resta al suo posto nonostante le critiche di
Papa Ratzinger, a cui oggi hanno fatto seguito quelle del del
ministro per i Beni culturali Sandro Bondi. Il consiglio della
fondazione Museion ha deciso a maggioranza - 6 a 3, con due
componenti che hanno votato via telefono - di non cambiare
l'allestimento della mostra in corso e cosi' anche di lasciare
dov'e' la rana del tedesco Martin Kippenberger, una sorta di autore
maledetto che rappresentava se stesso come una brutta rana messa in
croce e con nelle zampe un uovo ed un boccale di birra.
Tutto questo avviene mentre resta sullo sfondo una campagna
elettorale tesissima, quella per le provinciali del 26 ottobre
prossimo in cui la Suedtiroler Volkspartei rischia di perdere la
maggioranza assoluta per la prima volta da 60 anni. E la Svp, con
il governatore Luis Durnwalder, e' la Provincia, quella che ha
voluto e che finanzia il Museion che ora le sta dando tanti
problemi. Nel Consiglio della Fondazione sono cinque su nove i
rappresentanti della Provincia. Sono gli stessi che avevano
annunciato di voler chiedere una modifica dell'allestimento per
contrastare le forti
strumentalizzazioni politiche che hanno trovato vasta eco
soprattutto sulla stampa di lingua tedesca locale: sono stati
offesi i sentimenti religiosi dei buoni sudtirolesi. Il tutto - con
gli interventi della diocesi e poi del papa - ha creato una miscela
polemica esplosiva senza precedenti nella storia altoatesina.
Ebbene, oggi nel consiglio della fondazione Museion due dei cinque
consiglieri che rappresentano la Provincia hanno cambiato idea ed
hanno votato di non modificare l'allestimento. E, dunque, la rana
resta al suo posto.
Tre mesi fa, all'apertura di Museion, la rana era quasi al posto
d'onore, proprio sopra l'ingresso. Un paio di mesi dopo era stata
coperta di giornali, una sorta di totem mediatico, a significare le
polemiche scoppiate. Poi e' stata trasferita al terzo piano. Non e'
bastato. Il colpo di grazia l'ha dato Franz Pahl, presidente del
Consiglio regionale e uomo della destra Svp. Ha fatto prima uno
sciopero della fame, poi ha reso nota la lettera del papa
annunciando che se la rana non se ne andra' lui l'1 settembre
ritirera' la propria candidatura alle prossime provinciali. Il
tutto mettendo sotto accusa il suo stesso partito, attaccato anche
dalla destra che gli vuole portare via voti, e soprattutto la
Provincia amministrata da Luis Durnwalder. Cosi' adesso si aspetta
la prossima mossa di Pahl: la storia della rana in croce non e'
finita.
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La
rana crocifissa |
La
protesta di Pahl
(30 luglio 2008)