BOLZANO. Visitatori
e curiosi con il naso all’insù tentano ogni giorno di interpretare
la scultura dell’artista germanico Martin Kippenberger, appesa all’e
ntrata del Museion, ma non la capiscono. L’enorme rana color verde
fastidio appesa sopra le loro teste è messa in croce. Ha gli occhi
fuori dalle orbite ed un aspetto orribile.
In una mano tiene un boccale di birra, nell’altra un uovo. Ma che
significa? Cosa voleva dire l’artista?
Letizia Ragaglia, curatrice del Museion e Antonio Lampis,
vicepresidente della Fondazione, spiegano di che cosa si tratta.
«Negli anni Novanta Kippenberger ha passato un lungo periodo di
ferie nel Tirolo austriaco ed il contesto lo ha ispirato per la
rana crocifissa». L’artista ha rappresentato una società che appare
perfetta ma che in realtà è ipocrita. Una società che a fine
giornata si abbrutisce di birra nei bar, si lascia andare a
battutacce sul sesso ed a frasi sconce. E tutto questo sempre sotto
il crocifisso di legno che compare in bella mostra in tutti i bar
del Tirolo.
«Il Tirolo infatti è fatto di “Kneipen”, locali dove a fine
giornata si beve birra a litri per poi lasciarsi andare a
barzellette e battute pesanti e sconce sotto il crocifisso di legno
che, normalmente, vi si trova appeso. “Nageln” (inchiodare, i
chiodi della croce) in gergo significa anche avere rapporti
sessuali e “Fred Frog (rana) rings the bell” sta per “Facciamoci un
altro giro di birra finché siamo ancora in grado di reggerci in
piedi”». Insomma la rana in croce rappresenta l’uomo ridotto ad
animale, che beve fino all’abbrutimento, che non riesce a liberarsi
dalla croce dell’alcol vissuto come piaga. E Kippenberger condanna
una società che da una parte si dice cristiana e che dall’altra,
proprio sotto o davanti al cristo che dice di venerare, riesce ad
esprimere solo il peggio di sé.
La rana è l’uomo abbrutito dalla birra e dall’alcol, costantemente “
inchiodato” (o col chiodo fisso) del sesso. L’uovo rappresenta la
perfezione tradita. Quello che avrebbe potuto essere e invece non
è. La sofferenza. La vita sprecata.