LA NUOVA GIUNTA
Accordo e poi strappo
l'Svp toglie l'industria al Pd
Accordo al fotofinish per la nuova giunta provinciale. E' stata battaglia fino all'ultimo per le competenze. Nell'arco di 24 ore l'industria è passata dal Pd alla Svp. In cambio il Pd ha otteuto finanze e bilancio, informatica e la compartecipazione alle deleghe su musei e fondo sociale europeo. Ma è stata una vera "battaglia", con Durnwalder finito in minoranza, messo sotto scacco dall'ala economica del partito.
Anche nella riunione della direzione il presidente della Provincia
difende la sua proposta di dare l’industria al Pd, accorpandola
così all’innovazione. Ma viene clamorosamente battuto da una
maggioranza trasversale, con l’ala economica che ha iniziato a
gettare benzina sul fuoco ed alla fina ha avuto partita vinta.
A rimetterci - dopo le tensioni in casa della Svp - è stato così il
Pd. Anche se a tarda sera il segretario Tommasini, non mancherà di
rimarcare che le nuove competenze non sono un pacchetto da
trascurare. Quella di ieri doveva essere una giornata tranquilla
con gli alleati in giunta provinciale chiamati solo a ratificare
quanto deciso il giorno prima. Tanto, che per le 17 era prevista la
firma congiunta sul programma. Le deleghe sembravano un problema
superato, dopo che domenica Durnwalder e Pichler Rolle avevano
offerto alla delegazione dei democratici la competenza sull’i
ndustria.
Le prime avvisaglie di un’aria che stava cambiando arrivano già di
mattina. Il presidente di Assoimprenditori non prende bene il venir
meno di un super-assessorato all’economia. Gira voce che abbia
minacciato anche le dimissioni. Da Vipiteno si fa sentire il
consigliere Christian Egartner. Anche lui con il coltello tra i
denti. Vuole astenersi nel voto sulla giunta in consiglio. «Mai la
delega sull’industria al Pd», tuona l’imprenditore della val d’I
sarco. Alle 15 inizia così una direzione della Stella alpina che di
colpo diventa campo di battaglia. L’ala economica va all’attacco,
vuole riprendersi l’industria. Pinzger, Brandstätter, Zeller,
Thaler Ausserhofer: uno dopo l’altro tutti contro l’accordo
raggiunto il giorno prima da Durnwalder. Quest’ultimo si difende,
spiega che per lui l’industria può andare al Pd. Gli animi si
scaldano. Dentro ce l’hanno coi democratici. Volano parole grosse
all’indirizzo degli alleati. Intanto in piazza Domenicani si
aspetta l’esito di quanto accade in via Brennero.
Il risultato non tarda ad arrivare. La «Wirtschaft» ha vinto. Lo si
capisce alle 16 e 30, quando dalla sala escono tutti i pezzi da
Novanta dell’ala economica. Sono soddisfatti, ma piuttosto
arrabbiati. «Ci aspettiamo un cambio di rotta sull’industria»,
dicono lasciando la sede del partito. Brugger butta lì una
proposta: «Al Pd innovazione, informatica e un diritto di
compartecipazione sull’industria». Fa tempo a dire la sua, quando
lo chiama Bressa al telefono. Intanto la delegazione del Pd è stata
informata del cambio di programma. Niente firma sul patto di
coalizione alle 17, ma un nuovo giro di consultazioni. La direzione
Svp ha deciso che l’industria resti ad un assessore della Stella
alpina. Arrivano Spagnolli, Polonioli, Cavagna, Tommasini e
Repetto. Il partito di raccolta comunica la novità. Non è presa
bene dagli alleati di governo. Qualcuno alza la voce. A ragione,
perché questa volta la Svp non ha mantenuto la parola data.
Passano oltre tre ore: ad un certo punto nella sala rimane solo la
delegazione Pd. Deve decidere cosa fare. La Stella alpina si vuole
riprendere l’industria, offre in cambio finanze e bilancio. Ognuno
- nella delegazione del Pd - dice la sua. Bressa viene risentito al
telefono. Alla fine «fumata bianca». Sono le 20 e 30. L’accordo è
raggiunto.
Rispetto ai precedenti due assessori di lingua italiana, la coppia
del Pd perde il patrimonio ed in cambio ha l’informatica. Al posto
dell’industria arrivano finanze e bilancio, con il diritto ci
compartecipazione su deleghe quali i musei provinciali ed il Fondo
sociale europeo. Il suggello al patto arriva alle 21 a Palazzo
Widmann. Conferenza stampa e firma dell’accordo di maggioranza. “La
Svp e il Pd non saranno soddisfatti al 100 per cento, ma si tratta
di un compromesso accettabile”, così Luis Durnwalder, ribadendo la
forte opposizione della Stella alpina al passaggio dell’industria
al Pd.
Nonostante lo scippo della delega sull’industria - nella precedente
legislatura era comunque di Frick - il segretario del Pd, Christian
Tommasini, trova nell’accordo motivi di soddisfazione. «Permette di
lavorare in modo compartecipato per l’Alto Adige”, dice Tommasini,
evidenziando il pacchetto di competenze intorno a «innovazione,
informatica e ricerca». Sarà lui il vicepresidente della giunta. A
Barbara Repetto andranno le competenze di carattere economico,
compresi lavoro e formazione professionale. Al segretario del Pd,
scuola e cultura italiana e edilizia abitativa. Ne discuterà ancora
l’assemblea Pd. Comunque le deleghe arriveranno solo a gennaio.
Così, Durnwalder. Oggi, in consiglio provinciale al via la
discussione sulla giunta con le dichiarazioni programmatiche.
(16 dicembre 2008)