Cinesi, irregolarità in due licenze

Notificata ieri la procedura di verifica nei ristoranti "Felicità" e "Lan Ju"

    di Aldo De Pellegrin  BRUNICO. Due ristoranti cinesi di Brunico, il "Felicità" di piazza Cappuccini e il "Lan Ju" di via S.Lorenzo, rischiano di finire nei guai, accusati di irregolarità compiute all'epoca della richiesta delle rispettive licenze. Ieri i vigili urbani di Brunico hanno notificato ai titolari l'avviamento di una "procedura di verifica" che può portare alla chiusura dei locali.  Il reale possesso dell'iscrizione al cosiddetto "Rec", il registro degli esercenti il commercio, che in provincia di Bolzano è tenuto dalla Camera di commercio e che alla fine di gennaio è emerso essere irregolare per diversi esercenti cinesi a Bolzano, rischia ora di costare caro anche ai titolari di due dei tre ristoranti cinesi di Brunico, come detto il "Felicità" di piazza Cappuccini ed il "Lan Ju" di via San Lorenzo. I titolari sarebbero accusati di avere rilasciato autocertificazioni non veritiere o quantomeno inesatte, allo scopo di ottenere dal Comune la licenza necessaria all'apertura dei locali.  Secondo quanto si legge nella "procedura di verifica" notificata ieri ai due ristoratori dalla polizia municipale di Brunico, a sua volta informata delle irregolarità riscontrate dai carabinieri del Norm, il Nucleo operativo radiomobile di Brunico da cui è partita l'indagine, «sono state riscontrate delle anomalie nella autocertificazione presentata» ancora ai tempi della concessione della licenza per l'apertura dell'esercizio, «con l'intimazione - prosegue il documento - ai sensi della Legge provinciale, a regolarizzare amministrativamente la posizione entro 10 giorni». La pena, se ciò non avvenisse, è la chiusura dell'esercizio e, per la legge nazionale, anche una consistente multa.  L'indagine, come detto e come confermato dal comando della polizia urbana di Brunico, è partita dai carabinieri del Nucleo radiomobile di Brunico che nel corso di controlli mirati avrebbero verificato che le autocertificazioni presentate all'epoca delle richieste di licenza da parte dei due risoratori, non corrisponderebbero a quanto previsto dalla normativa, in quanto i possessori dell'iscrizione al Rec indicati nelle richieste, non risulterebbero nè soci nè dipendenti degli esercizi commerciali, come invece prevede la norma. Come è noto per gli esercizi commerciali il mancato possesso, dal parte del titolare o del preposto, del certificato Rec rilasciato dalla Camera di commercio previo corso ed esame, avrebbe inibito anche all'epoca il rilascio della licenza, che invece gli uffici comunali hanno rilasciato, sulla base di autocertificazioni che però l'indagine dei carabinieri, risalente ormai al 31 gennaio scorso, avrebbe messo fortemente in dubbio.  Ora ai due ristoratori restano meno di 10 giorni di tempo, secondo la legge, per dimostrare il contrario. Diversamente sarà chiusura.  

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    10 febbraio 2012

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