Sale gioco, il rischio dietro l'angolo

Zingerle (Centro dipendenze): «Ogni anno 40 persone "drogate" dalle slot»

    di Fabio De Villa  BRESSANONE. Sale gioco ancora nel mirino in città. Dopo la proposta di nuove aperture, politici, dirigenti di scuole e università si sono organizzati per fare il punto della situazione, ieri mattina su iniziativa della società d'investimento Setifin Srl con Josef Insam moderatore.  S'è partiti dal problema della dipendenza da gioco e i rischi di scatenarla.  «Un problema che mi si pone non solo come presidente del comprensorio ma anche come genitore di figli che vanno a scuola - ha detto il presidente della giunta comprensoriale, Peter Gasser - e i servizi sociali spesso si devono occupare di situazioni problematiche che partono proprio da queste sale gioco. Ci sono numeri che dovrebbero far riflettere tutti, perchè nel nostro comprensorio ci sono 271 adulti a cui diamo assistenza. Preziosa senza dubbio la collaborazione con le forze dell'ordine che ci aiutano in questa direzione. Nel solo 2010 abbiamo aiutato svariate persone con problemi economici che spesso erano legati proprio alla malattia del gioco. La cosa che fa più preoccupare, interpretando questi dati, è proprio il fatto che le persone che si buttano in questo vortice vizioso non sono solo "poveri" in cerca di fortuna per uscire dai propri problemi finanziari, ma anche persone piuttosto benestanti che bruciano i loro risparmi, e quelli dei propri cari, in cerca di fortuna».  Helmut Zingerle, direttore del Centro per le dipendenze Bad Bachgart, ha sottolineato ancor meglio la gravità del problema: «Dal 2001 abbiamo aperto il nostro centro con due individui che soffrivano di questa problematica e siamo arrivati ad oggi, dopo 10 anni, con ben 40 elementi all'anno che soffrono di questa patologia. Un aumento incredibile, che arriva addirittura subito dopo il problema degli alcolisti e addirittura prima di quello collegato all'uso di sostanze stupefacenti e farmacologiche. L'aumento di questa dipendenza è direttamente collegabile alla presenza sul territorio di questi centri di gioco. All'inizio si inizia per curiosità ma poi il giocatore tende ad aumentare il proprio fabbisogno di gioco. Qui inizia la dipendenza».  Più polemico Dario Stablum, consigliere comunale e presidente degli Amici dell'Università di Padova, che ha puntato il dito contro il Comune: «Il Comune può negare il cambio di destinazione d'uso, proprio come nel caso della sala giochi a Rosslauf, ma non esercita questa opzione. In poche parole si predica bene ma si razzola male perchè pur dicendosi contrario a queste aperture e preoccupato, il Comune poi non si fa problemi a concedere l'autorizzazione al cambio di destinazione da commercio a sala giochi. Tutto documentato dagli atti. E in concreto la distanza fra poli scolastici e sportivi e la futura sala giochi è inferiore ai 300 metri, cosa vietata dalla legge provinciale».  La risposta degli assessori Brunner e Bacher è stata chiara: «Siamo tutti contro a queste sale gioco, quello che è successo in Comune è stata una svista burocratica, in quanto purtroppo non possiamo andare a spulciarci tutte le pratiche edilizie nel dettaglio. Faremo il possibile per evitare situazioni simili in futuro e ci prenderemo carico delle nostre responsabilità affinchè la commissione edilizia abbia più potere decisionale in questo senso».  

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    03 febbraio 2012

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