Parti più cari alla Santa Maria, la Provincia aumenta tariffe (e rimborsi) alla clinica

Le nuove tariffe, riviste dalla Provincia, introdotte a gennaio e rese pubbliche nei giorni scorsi, presentano alcune sorprese che i medici del servizio pubblico non hanno gradito

    di Valeria Frangipane BOLZANO. La Provincia ha fatto un bel regalo alla clinica Santa Maria aumentando, di parecchio, le tariffe dei parti (cesarei e non). Ricordiamo che gli altoatesini, unici in Italia a beneficiare dell'assistenza sanitaria indiretta, possono farsi ricoverare nelle cliniche per poi essere rimborsati dalla Provincia, se non hanno un' assicurazione privata.

    E le nuove tariffe - riviste dalla Provincia, introdotte a gennaio e rese pubbliche nei giorni scorsi - presentano alcune sorprese che i medici del servizio pubblico non hanno gradito. Ecco il dettaglio: un parto cesareo con complicazioni passa da 3.540 a 3.928 euro mentre il cesareo senza complicazioni sale da 2.477 a 2.802 euro.

    Aumenta la tariffa del parto vaginale con diagnosi complicanti (da 2.355 a 2.579 euro) e pure quella del parto vaginale senza diagnosi complicanti (da 1.563 a 1.757 euro). Ritocco anche per il parto con raschiamento (da 2.042 a 2.275) e per quello con altro intervento (da 3.197 a 3.44o euro) etc. La sorpresa degli ospedalieri, sempre alle prese con i risparmi, è grande. Vogliono sapere come mai le tariffe dei parti sono aumentate in questo modo, ricordando che tali prestazioni, in Alto Adige, vengono effettuate fuori dagli ospedali solo dalla clinica S. Maria.

    Un tale incremento avviene tra il resto in una provincia in cui il servizio sanitario è tra i più competitivi a livello nazionale nel servizio parti e dove lo stesso viene offerto in tutti gli ospedali e pure nel reparto di Ostetricia dell'ospedale di San Candido dove si effettuano solo 300 parti l'anno, reparto che la Provincia ha voluto mantenere intatto anche se non rispetta le linee guida cliniche nazionali ed internazionali (500 e 1.000 parti l'anno). Se le tariffe dei parti sono schizzate non è successo lo stesso per altre prestazioni che si possono ottenere anche in altre cliniche che avrebbero dovuto essere ritoccate del 5%.

    Leggendo i tariffari si evidenzia - infatti - come i costi degli interventi più diffusi (ortopedia, oculistica, etc.) siano rimasti invariati e come quelli di alcuni interventi dermatologici siano addirittura stati ridotti. E c'è dell'altro. Stefano Crespi - direttore della casa di cura Villa Sant'Anna di Merano - spiega che la nuova legge rischia di provocare della confusione e di non rimborsare tutti i pazienti nello stesso modo. «L'articolo 18 dice testuale che "il provvedimento non deve comportare una maggiore spesa per l'assistenza indiretta rispetto al 2011 (circa 8 milioni). Pertanto la spesa derivante dall'aggiornamento delle tariffe e delle quote di rimborso verrà monitorata ogni 3 mesi a partire dal 2012 e qualora risultasse maggiore di quella del 2011 si procederà ad una revisione delle tariffe in diminuzione"».

    Crespi spiega in soldoni che quattro pazienti, con lo stesso reddito, sottoposti allo stesso intervento nella stessa struttura potrebbero ricevere 4 rimborsi diversi, uno per ogni trimestre. «Chi prima arriva meglio alloggia, con tutta la burocrazia che ne consegue, oltre alla assoluta inconsapevolezza del paziente che metterà in difficoltà anche gli operatori del settore».

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    27 gennaio 2012

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