BOLZANO. La nuova chiesa di Firmian spacca la maggioranza in consiglio comunale. A notte fonda venerdì, durante la votazione sul bilancio, è stato approvato un documento voto che impegna la giunta comunale a garantire il finanziamento chiesto dalla diocesi per la maxi parrocchia «Madre Teresa di Calcutta» da 13,6 milioni di euro. Proprio ieri al cantiere è stata festeggiata con il parroco don Gigi Carfagnini la conclusione dei lavori. Mancano gli arredi e vengono annunciati tagli ai costi, a partire da organo e campane. Entusiasti i due promotori del documento Claudio Della Ratta (Psi) e Angelo Gennaccaro (Udc), che hanno trovato al loro fianco gran parte della Svp (alcuni astenuti), Udc, Unione per Bolzano, 5 Stelle, opposizione di centrodestra e pure il radicale Chiomento. Schierati per il no tutto il Pd, Verdi, Prc, Idv e Sel. Gennaccaro incassa il risultato e si chiede «che fine ha fatto la componente cattolica del Pd?». Replica secca di Mauro Marchi (Pd): «Ci sono cattolici nel Pd, come me, e nei gruppi di sinistra che hanno votato no. Non è una guerra di religione, tutti siamo consapevoli del ruolo sociale svolto dalla parrocchia a Firmian, ciò che è in discussione sono i costi eccessivi di una chiesa, nata con un progetto troppo lontano dalla dovuta sobrietà, come emerso in passato da molte critiche proprio di area cattolica». Nervosismo in aula, ma la svolta è arrivata, conferma Della Ratta, «quando ho convinto il vicesindaco Ladinser». L'appoggio del centrodestra ha fatto il resto e i giochi ormai erano chiusi. L'impegno al finanziamento è stato approvato con 23 sì, 13 no e 3 astenuti. «Ho votato a favore, anch'io con perplessità sui costi di questo cantiere», conferma Mariateresa Tomada (Pdl). Il documento voto non indica cifre, ma da oltre un anno don Michael Mitterhofer, responsabile diocesano per il progetto, fa pressing sul Comune per ottenere il finanziamento promesso di 1,7 milioni. Lo spirito del documento, sottolineano Gennaccaro e Della Ratta è riconoscere il ruolo della parrocchia nel nuovo quartiere da 3000 persone: «Centro di aggregazione sociale, servizio sul territorio sussidiario all'amministrazione pubblica in ambito assistenziale e sociale». Incalza Brigitte Foppa (Verdi): «Grave chiedere un finanziamento al Comune perché si è voluto costruire esagerando con i costi». Don Carfagnini conferma che alcune rinunce sono state fatte. Non verranno acquistate le campane. Ne sono previste tre e ognuna costerebbe almeno 100 mila euro. Annuncia il parroco: «Riceveremo una campana che ci verrà messa a disposizione dalla parrocchia di Rencio». Il tam tam nella diocesi sta portando qualche frutto e da Rencio è arrivata la disponibiltà a cedere una campana. Non verrà acquistato neppure l'organo, non nei primi tempi almeno. Don Carfagnini sdrammatizza: «Uno strumento di buon livello può arrivare a mezzo milione di euro. Faremo a meno e non è un dramma. Nelle nostre cerimonie utilizziamo soprattutto le chitarre». Il 20 maggio la parrocchia verrà consacrata dal vescovo Ivo Muser.
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24 dicembre 2011