Via libera da Holzmann. Biancofiore: garanzie per la minoranza italiana o non lo voto
di Orfeo Donatini
BOLZANO. Il nuovo governo di Mario Monti ha prestato giuramento nel tardo pomeriggio di ieri e si presenterà davanti ai due rami del Parlamento nelle prossime ore per ottenere la fiducia sia a Palazzo Madama che a Montecitorio. Ma come è stato accolto il nuovo esecutivo in Alto Adige? In genere sia nel centrosinistra che nel centrodestra l'accoglienza non è stata negativa. E pure nella Svp la valutazione, anche se tutti confermano una posizione "block frei", è positiva. Tutti poi, chi più chi meno, attendono naturalmente le linee programmatiche e solo l'onorevole Michaela Biancofiore si pone fuori dal coro. «Non si può non prendere atto che il nuovo governo - sottolinea l'onorevole
Gianclaudio Bressa del Pd che conferma il voto di fiducia - è stato improntato su scelte di assoluta modernità sia in termini di funzioni che di materie. Due esempi su tutti sono in questo senso illuminanti: aver unito le politiche dello sviluppo e delle infrastrutture è una premessa per la ripresa così come varare coesione territoriale ed integrazione fa superare al delicatissimo tema della presenza dei cittadini stranieri quella concezione legata solo alle esigenze della sicurezza in cui fino ad oggi era stato relegato. Si tratta di un gruppo con alte professionalità. La presenza del ministro Giarda è poi una garanzia per la sua grande esperienza e conoscenza anche delle questioni locali. Poi vedremo come finiranno gli affari regionali e la funzione pubblica». «Devo dire che la proposta Monti non mi dispiace - sottolinea l'onorevole
Giorgio Holzmann del Pdl - anche perché è tecnica ma con un forte ruolo della politica alle spalle se solo si pensa che Pdl e Lega al Senato hanno una forte maggioranza. Per quel che mi riguarda voterò la fiducia». «Non c'è dubbio che siamo in presenza di alte professionalità - esordisce l'onorevole
Siegfried Brugger della Svp - che potranno sicuramente intervenire efficacemente per risolvere la drammatica crisi economica italiana. Detto questo non posso giudicare la proposta e le strategie politiche del nuovo esecutivo se non ci presenta prima il suo programma e avremo la possibilità di valutare anche tutte le possibili ricadute sulla nostra autonomia. Insomma credo che ci presenteremo in aula con un voto di astensione ma altamente costruttiva e ne spiegheremo le ragioni consapevoli che il professor Monti sicuramente comprenderà le nostre ragioni». Fuori dal coro invece si colloca l'onorevole del Pdl
Michaela Biancofiore: «In un governo che nasce sotto la esplicita regia del presidente Napolitano, quindi del garante supremo dell'Unità Nazionale, auspico che vi saranno da parte del neopresidente del consiglio Mario Monti precise garanzie nei confronti della minoranza italiana dell'Alto Adige e sulle Autonomie speciali, vista anche la cessazione del ministero degli Affari regionali». E così Biancofiore annuncia come la sua fiducia al governo Monti sarà condizionata a «precisi segnali volti ad inserire nelle riforme necessarie anche il varo del Terzo Statuto d'Autonomia e la contestuale risoluzione del disagio della comunità italiana altoatesina: e allora niente spostamenti di monumenti, niente cartelli monolingui, basta con le commissioni paritetiche e subito il casello A22 a Laives». E fra i nuovi ministri c'è anche Renato Balduzzi alla Sanità - per anni espertissimo responsabile dell'ufficio legale dell'ex ministro alla Sanità Rosi Bindi, promotrice di una radicale riforma del sistema sanitario - noto anche a Bolzano per essere stato il consulente dell'Anaao, il potente sindacato dei medici ospedalieri, che nei primi anni Duemila aveva intrapreso una dura battaglia sindacale contro le allora quattro Asl provinciali per orario di lavoro e prestazioni libero professionali extra moenia. Ricorsi vinti fino al massimo grado di giudizio.
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17 novembre 2011