Pdl spaccato sul dopo-Berlusconi

Biancofiore: il voto è da irresponsabili. Holzmann: meglio le urne dei tecnici

    di Marco Rizza  BOLZANO. Pdl altoatesino diviso anche sul dopo Berlusconi: Giorgio Holzmann sostiene che «la gente non capirebbe un governo tecnico, piuttosto meglio andare al voto», mentre Michaela Biancofiore reputa che «solo degli irresponsabili possono chiedere il voto» e propone invece «un governo guidato da uno dei nostri giovani come Alfano, Frattini o Lupi, anche un uomo esperto come Dini, o al massimo l'appoggio esterno a un governo Monti. E il leader resta Berlusconi».  Ma ormai nel Popolo delle Libertà si sfiora la rissa anche a livello nazionale. E le correnti sono le stesse: quella della Biancofiore, che a Roma è guidata da Franco Frattini, e quella di Holzmann, guidata da Maurizio Gasparri. Ex Fi contro ex An e viceversa. Un matrimonio mai riuscito. Ieri lo scontro è esploso quando il ministro Frattini è stato sorpreso a definire «fascisti» gli ex An che si stanno opponendo al governo Monti. Un appellativo a quanto pare captato da una cronista che ascoltava casualmente una telefonata del ministro: il quale ha poi smentito di avere usato «quell'epiteto offensivo», ma ormai la valanga si era staccata. A breve giro è arrivata la sarcastica replica del suo collega di governo Ignazio La Russa: «Frattini chi? Il militante del Manifesto?» (ma in serata ha ammorbidito i toni). Oltre alle divergenze sul futuro governo, pesa ancora come un macigno il caso Fini. Frattini accusa gli ex An di avere portato alla scissione col presidente della Camera. Nel fuoco di fila degli ex An contro Frattini è intervenuto anche Holzmann: «Il Frattini che accusa quelli che lui definisce "i fascisti" di ogni colpa, compresa quella di avere indotto la rottura tra Fini e il Pdl, è lo stesso ministro degli esteri che qualche mese fa si è recato alle Camere per rendere pubblico un fascicolo riguardante il famoso immobile di Montecarlo e la nebulosa vicenda di società off-shore, cui lo stesso sarebbe stato venduto. Un po' di serenità non guasta, signor ministro. Anche se sta per perdere il posto, è opportuno mantenere la coerenza». E così non può non arrivare la controreplica di Michaela Biancofiore: «Holzmann nemmeno lo commento, non è all'altezza di questo dibattito. Berlusconi è intervenuto per ribadire la lealtà di Frattini al partito e questo chiude ogni discussione». Per altro la Biancofiore sostiene che «non sono tutti gli ex An che non riescono a stare in un partito unitario ma solo qualcuno, tipo Gasparri e Holzmann. La maggioranza sta con noi». E la stessa versione, ribaltata, arriva da Holzmann: «Non è vero che il progetto Pdl sia fallito. Con gli ex Fi andiamo d'accordo a parte qualcuno che ci odia come Frattini e la Biancofiore».  Ma al di là delle frecciate - Holzmann aggiunge anche: «Sono molto deluso da come Frattini ha fatto il ministro degli esteri» -, è sulla partita più importante che le due correnti sono spaccate: il futuro del governo. Michaela Biancofiore per una volta non segue del tutto Frattini, che spinge per il governo Monti: «Potremmo dare l'appoggio esterno a un governo puramente tecnico - dice - ma la vedo dura. Secondo me la cosa migliore sarebbe che Berlusconi proponesse un nostro rappresentante come nuovo capo del governo, allargando la maggioranza al Terzo Polo. Abbiamo figure come Frattini, Lupi o Alfano che potrebbero essere grandi premier. In ogni caso resto con Berlusconi, condividerò qualsiasi cosa proporrà. L'importante è evitare le elezioni, in questo momento sarebbero un disastro per il Paese. Ne possiamo riparlare tra un anno e mezzo, magari ricandidando ancora Berlusconi come leader del partito. E invece temo che qualche irresponsabile ci spingerà a elezioni subito».  Proprio la posizione opposta a quella di Holzmann: «La fase è delicata e bisogna essere cauti - dice - ma secondo me la cosa migliore è andare al voto: subito o a brevissimo, subito dopo che un governo abbia fatto dueo tre cose urgenti come tranquillizzare i mercati e scrivere una nuova legge elettorale. Io dico che la gente non capirebbe un governo Monti non votato dal popolo. Meglio andare al voto, anche a costo di perdere».  

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    12 novembre 2011

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