di Davide Pasquali
BOLZANO. Si chiamerà "Mondo energia" e aprirà i battenti a gennaio del 2012. Ospiterà un museo delle energie alternative da fonti rinnovabili e secondo le previsioni ospiterà 300 mila visitatori l'anno, fra ingegneri, architetti, committenti, docenti, studenti. E poi turisti. Lo sta realizzando la Hafner in zona produttiva, in fondo a via Thomas Alva Edison. Sarà ospitato in un edificio a quattro piani, posto accanto alla Torre del vento, la nuova sede ipertecnologica della holding bolzanina, attiva a livello internazionale nel settore delle energie rinnovabili. Vi si accederà direttamente dal casello dell'A22, dove verrà realizzato un ampio posteggio per auto e pullman. A raccontare in anteprima il progetto è l'entusiasta general manager della holding, Heinrich Hafner, il cui sogno è trasformare il capoluogo altoatesino nella capitale italiana delle energie alternative. «In queste settimane - racconta - stiamo terminando di costruire la nostra nuova sede, un edificio concettualmente assai avanzato, progettato dallo studio associato Area 17 dell'architetto Fabio Rossa. Si tratta di una torre completamente autosufficiente dal punto di vista energetico, grazie allo sfruttamento di fonti alternative: acqua, vento, sole e biomassa». Un edificio in grado di produrre più energia di quanta ne usi, garantendo una riduzione delle emissioni di anidride carbonica pari a 19 milioni di chili all'anno. «Tutto ciò che abbiamo costruito qui - spiega Hafner - dobbiamo farlo vedere all'esterno, a chi vuole realizzare qualcosa di simile, risparmiando energia. Allora, qui vicino alla torre abbiamo pensato di mettere in piedi il nostro mondo energia, dove abbiamo stimato che, inizialmente, arriveranno almeno 200 mila visitatori l'anno: scolari, universitari, professionisti, o semplicemente chi vuole costruire come noi». L'interesse, a livello nazionale, c'è eccome. E Bolzano già è considerata un faro, come dimostrano i 40 mila professionisti che a maggio hanno visitato la fiera specializzata su CasaClima. Al mondo energia di Hafner si potrà arrivare in treno, visto che la stazione della Fiera dista poche centinaia di metri. Oppure in auto, parcheggiando nello spiazzo fra torre e uscita dell'A22, oggi seminascosto da una recinzione. L'area è di proprietà municipale. Ora Hafner sta trattando col Comune per acquistarla o per gestirla in concessione. «Da qui si potrà partire con un'auto solare, a batteria. Apriremo il primo distributore alimentato dal fotovoltaico. La nostra intenzione è spingere i turisti a visitare anche altre aziende innovative della zona produttiva, con le quali stiamo iniziando a trattare. Vorremmo creare un circuito turistico virtuoso per mostrare i volti dell'innovazione locale». Hafner preferisce non far nomi, «perché siamo ancora in una fase embrionale», ma si fa presto a pensare ad aziende leader di settore come Salewa e Technoalpin, nonché alle consorelle che andranno a insediarsi nella nuova zona di espansione a sud di via Einstein, come pure al polo scientifico e tecnologico provinciale che verrà concretizzato all'ex Alumix. L'idea è sfruttare il successo di pubblico registrato dalla Thun e generalizzarlo all'intera zona produttiva, mettendo in luce le eccellenze. «Il turismo già passa ed è destinato a crescere», come mostra il caso della palestra di arrampicata Salewa, la più grande d'Italia. «Richiamare gente da fuori». Questa l'idea di Hafner. Sia il centinaio di professionisti provenienti da mezzo mondo che lavoreranno sui 15 piani della Torre del vento per inventare i futuri metodi di sfruttamento delle energie rinnovabili, sia i turisti professionali e non. «È una nuova forma di marketing. Non siamo i primi ad averci pensato. Ci siamo ispirati alla Klimahaus di Bremerhaven, in Germania: un milione di visitatori l'anno. Qui non arriveranno i tedeschi, ma gli italiani, curiosi di conoscere cose nuove». Nel mondo energia, «mostreremo come potrebbe diventare l'Alto Adige nel 2050, quando magari non esisterà più l'energia da fonti fossili. All'inizio si entrerà in una camera buia: mostreremo cosa succederebbe se non avessimo più energia. Nessuno pensa a quanto vale davvero l'energia. Per il visitatore ci saranno diversi esempi: si potranno eseguire test, per esempio pedalare per vedere quanto sforzo serve per produrre un kilowatt. Si vedrà come si produce il fotovoltaico. E poi tutto il circuito del processo ecologico: pochi sanno davvero come vengono riciclati i rifiuti per produrre energia. Poi tratteremo il vento, l'acqua. E spiegheremo anche cose molto semplici: come si può risparmiare a casa, gestendo bene l'energia. Alla fine dell'ora e mezzo di giro, il turista avrà visto qualcosa che potrà copiare da qualche altra parte. I bambini lo trasmetteranno anche a casa». Gestire mondo energia non sarà uno scherzetto, per cui l'ingresso non sarà gratuito. «Abbiamo effettuato una ricerca di mercato in ambito internazionale e abbiamo visto che i biglietti per simili strutture stanno sui 7 euro a testa».
30 giugno 2011