di Susanna Petrone
Gli esperti della sezione investigazioni scientifiche (foto Stol)
BOLZANO. Indossava un paio di jeans e scarpe da ginnastica taglia 41 e una cintura: questo è tutto quello che è rimasto dello scheletro ritrovato venerdì in una zona boschiva del Comune di Fiè allo Sciliar, località Novale. Con molta probabilità, dunque, i resti umani ritrovati appartengono ad un giovane ragazzo. E con molta probabilità i suoi resti si trovavano in quella zona da quasi due anni. Ed infine: secondo gli inquirenti potrebbe trattarsi di un suicidio visto che all'albero vicino alle ossa è stata trovata una corda con un cappio.
Dopo i primi accertamenti i carabinieri di Fiè e di Ortisei, insieme ai colleghi della sezione investigazioni scientifiche del comando provinciale di Bolzano, sono tornati sul luogo del ritrovamento dei resti «armati» di metal detector. Complessivamente si sono allontanati con due scatoloni. Cosa è stato ritrovato ieri mattina? Altre ossa, brandelli di un paio di jeans, una scarpa da ginnastica stile sneakers - molto di moda tra i giovani - taglia 41, e una cintura. Lo conferma la Procura, che ha disposto un esame più approfondito dei resti per lunedì mattina.
Sulla vicenda è stata aperta un'indagine da parte del sostituto procuratore di turno Luisa Mosna, che attende le analisi dell'anatomopatologo dell'ospedale San Maurizio di Bolzano. A scoprire i resti umani sono stati alcuni contadini, insieme ad un imprenditore edile, che hanno notato il teschio tra le foglie secche. Gli uomini stavano effettuando un sopralluogo per la costruzione di una strada privata. Poi la macabra scoperta dietro un paramassi che sovrasta una pista ciclabile. Gli uomini si sono avvicinati e poi hanno dato l'allarme. Sul posto sono arrivati i carabinieri che hanno trovato poi altre ossa, così come la corda di nylon legata ad un albero. Per questo motivo la primo ipotesi degli investigatori è quello del suicidio. Ieri, dunque, dopo una ricerca più accurata, gli uomini dell'Arma hanno trovato altre ossa e quello che rimaneva dei vestiti della persona.
L'intera zona boschiva è stata inoltre posta sotto sequestro, visto che nei prossimi giorni i carabinieri effettueranno ulteriori sopralluoghi. La Procura, intanto, attende le analisi più approfondite da parte dell'anatomopatologo prima di sbilanciarsi sull'identità dei resti della persona ritrovata.
In attesa dei risultati sono anche le famiglie delle persone scomparse negli ultimi anni in Alto Adige. Si tratta di Andrea Liponi, 22 anni. Di lui non si sa più nulla dal giugno del 2008. Dall'ottobre del 2006, invece, si cerca Nexhat Rizanaj, 39 anni, operaio albanese di Cardano. L'uomo, sposato con quattro figli, dopo il lavoro di solito attendeva i connazionali per poi andare a Merano. Quel giorno nessuno lo vide dopo il lavoro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
30 gennaio 2011