BOLZANO. Anche se lui è scomparso ormai da mesi, i cloni di Micheal Jackson continuano a saltellare, cantare e ballare sui palcoscenici di tutto il mondo. Jacko è tornato per la seconda volta a Bolzano, ieri sera al Palasport, a distanza di un paio di mesi dallo spettacolare “Thriller live”. I più di mille fan di Micheal Jackson arrivati ieri sera al Palasport hanno dimostrato ancora una volta che il popolo di “Jacko” non è ancora stanco di vederlo, anche se quello sul palco non è lui. Miracolo dello spettacolo! Questo “Jacko - A Tribute To Michael Jackson” è stato creato dal coreografo e compagno di danze di Jackson, Mic Thompson, e nei panni di Jacko c’è il giovane e credibilissimo Tej’ai Sullivan, eletto “New King of Pop” dal Michal Jackson United Nation International Fan Club, che alla fine firma autografi come se fosse l’originale.
L’inizio dello show fa chiaramente capire che Micheal è morto: sui megaschermi scorrono alcune immagini del camerino di Jackson, poi nuvole grigie, cimiteri nordici, atmosfera gotica e “Carmina burana” come colonna sonora. Poi il palco si illumina e arriva lui. Tutti sanno che non è lui, ma tutti vogliono vivere l’eterna illusione della sconfitta della morte, che c isia lui veramente. Tutti ci credono, e tutti si commuovono. Contemporaneamente bianco e nero come era Michael, il viso da angelo, la voce quasi identica, Tej’ai ha imparato perfettamente dal suo maestro a conquistare il pubblico con continui ammiccamenti, sorrisi dolcissimi e tenere frasi: le più ripetute sono ovviamente “You are beautiful” e “I love you”. I pezzi più famosi vengono inanellati a ritmo sostenuto, soprattutto nel secondo tempo: “Man In The Mirrow“, “Jam“, “Remember The Time“, “Black Or White“, “Beat it“, “Billie Jean“, “Thriller“ e i primi successi con i Jackson Five. Quattro musicisti, due vocalist e quattro ballerini (due di loro avrebbero dovuto ballare con Micheal Jackson nel tour del suo grande rientro in scena, “That is it”), le coreografie di Mic Thompson, compiono il miracolo: con una sorta di rito paranormale Jacko è ancora vivo, qui in mezzo a noi. La scena è sua (la band è con i fiocchi ma si limita a fare quello che deve fare: accompagnare il re del pop), il sogno lo crea lui, con i suoi sorrisi, le sue camicie argentate, i suoi passi studiati, le sue canzoni facili, sì anche tutte uguali, ma che hanno fatto ballare o anche semplicemente saltellare i giovani di tutto il mondo. Fino a sei mesi fa, quando, all’inizio dell’estate se ne è andato per sempre. Resta la sua musica, resta il mito, e restano i cloni. Che comunque meritano gli applausi.
05 gennaio 2010