Si stacca la roccia. L'esperto: "Disgrazia non evitabile"

Addio a Gianni ed Evelyn
morti sul Piz Buin

LEGGI Il ricordo del Soccorso Alpino

    Gianni Pasquin ed Evelyn Rossi, entrambi di Egna ed entrambi molto esperti, appartenevano al Cai.

    In Vorarlberg erano andati con un gruppo di quattordici alpinisti del Cai, di cui Pasquin era vicecaposezione, per preparare un'escursione da proporre in futuro ai soci dell'associazione
    alpinistica.

    L'incidente, avvenuto intorno alle 7.40, è stato causato dal distacco di un blocco di roccia proprio nel tratto della parete scelta per l'ascensione in cui si trovavano i due alpinisti di Egna. La cordata, infatti, per affrontare quel tratto aveva deciso di suddividersi in varie mini-cordate da due persone. E Evelyn era legata a Gianni Pasquin, che è stato tradito da uno spuntonje di roccia che si è staccato: sono precipitati insieme per 150 metri.

    "Una disgrazia non evitabile". Così Gerhard Barbisch del soccorso alpino del Vorarlberg, che
    ha partecipato alle operazioni sul Piz Buin, definisce l'incidente in cui hanno perso la vita i due alpinisti di Egna.

    "Esistono incidenti evitabili ed incidenti non evitabili. Questo è uno del secondo tipo, perché erano in gioco elementi naturali", spiega Barbisch. "I due alpinisti sono precipitati perché un blocco di roccia si è staccato. Se siano stati loro stessi a provocarne il distacco oppure no, non possiamo dirlo. Quel che è certo è che gli alpinisti stavano seguendo una via normale e che a nessuno può essere rimproverato nulla".

    Dopo la conferma della morte dei due scalatori, per i soccorritori sono cominciate le operazioni per il recupero delle vittime che sono state trasportate a valle con l'elicottero.
    27 luglio 2009

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