di Valeria Frangipane
TEST: SEI SESSO-DIPENDENTE?
Il sesso come ossessione. Succede. Ne sa qualcosa Cesare Guerreschi presidente della Società di intervento sulle patologie compulsive che, prima ed unica in Italia, cura a Bolzano 200 pazienti l’anno.
Gli esperti la chiamano “sex addiction”, tecnicamente dipendenza da sesso: in tutt’Italia sono 1 milione e mezzo le persone che ne soffrono.
I “sex addicted” sono malati con la voglia di pazza di fare sesso più volte al giorno e con partner occasionali. Un desiderio il loro che diventa ossessione e travolge tutto per trasformarsi in dipendenza, mania, patologia.
Curate 200 “malati” l’anno, qual è il paziente tipo?
«Nel 70-80% dei casi è maschio, contro un 20-30% di donne... anche se la percentuale è in leggera ascesa. Ha un’età media compresa tra 35-40 anni, ma ci sono anche le eccezioni. Di solito vive al Nord soprattutto Lombardia, Piemonte, e Veneto».
Quando è perché decide di farsi curare?
«Lo fa quando non riesce più a controllare la pulsione sessuale e lo fa perché soffre. Non è erotomane o ninfomane e non è depravato: è malato. La sua affettività è distrutta ed è alla costante e disperata caccia di sesso come ricerca ossessiva dell’oggetto del desiderio. Diciamo che si sente risucchiare in un vortice che non controlla più e che distrugge tutto quello che ha creato. Ha pesantissimi problemi in famiglia, per ovvi motivi. Ha grossi problemi di lavoro perché infila una serie incredibile di assenze e problemi di malattie che si trasmettono sessualmente perché cerca rapporti occasionali con partner mai visti prima e che mai più vedrà».
Lei a chi paragonerebbe un “malato di sesso”?
«Ad un alcolista. Inizia con un bicchierino, poi due, poi tre fino a quando non si ferma più perché non basta più».
Come ci si accorge di essere dipendenti?
«Ci sono tre fasi progressive. La prima fase porta a masturbarsi in modo ossessivo, avere più partner ed eccessive fantasie sessuali, fare sesso per telefono, usare materiale pornografico. Possibile che si sviluppino anche comportamenti sadici o masochistici fino al travestimento ed al feticismo. La seconda fase è quella degli atteggiamenti osceni in luogo pubblico, delle telefonate oscene a persone sconosciute per passare a episodi di esibizionismo, prostituzione, voyeurismo fino alle molestie sessuali sul luogo di lavoro. La terza fase, la più pesante, riporta episodi sessuali con bambini o minorenni, sesso con adulti che non sono coscienti di quel che succede, perchè sotto effetto di droghe o handicappati ecc.»
Quando la questione precipita qual è la cura?
«Seguiamo un percorso terapeutico agganciato ad una terapia farmacologica. Abbiamo medici, terapeuti ecc.»
Come inizia?
«Con la richiesta di astinenza assoluta per 90 giorni».
Funziona?
«Praticamente mai, di solito la resistenza dura al massimo dai 5 agli 8 giorni. Diciamo che serve per testare il meccanismo di autocontrollo e per far emergere le emozioni che, non più coperte dal sesso, escono alla superficie. Il paziente viene invitato dai terapeuti a non parlare del suo passato con i familiari, perché la maggior parte di loro è stato con prostitute, ecc. E poi diamo molto peso, per esempio, ai genitori: vogliamo capire se sono stati degli esempi positivi o negativi. Chiediamo al paziente se per caso sia stato vittima di molestie sessuali, emozionali o di violenza...».
Di solito cosa vi dicono?
«Gli uomini negano sempre le molestie ma ricordano molto bene le loro prime esperienze sessuali sempre molto precoci: fatte a 9, 10 o 11 anni. Raccontano di avventure molto intense quasi estatiche. Sensazioni che dopo vengono ricercate ma mai raggiunte e per questo il malato deve aumentare la “dosi”».
La cura funziona?
«Sì, può durare mesi o anni».
Sesso a parte, quali altre dipendenze curate?
«Il gioco d’azzardo, lo shopping compulsivo, la work addiction, l’Internet addiction, l’handy addiction (incapacità di mollare il telefonino), l’email addiction ecc.»
Chi ha bisogno di voi dove vi trova?
«Sempre e solo in vicolo Gumer 12, telefono 0471 300498».
17 settembre 2008