Bufera giudiziaria sull'A22
Grisenti si è dimesso

Silvano Grisenti si è dimesso da presidente dell'Autostrada del Brennero. La bufera scatenata dall'inchiesta su appalti e mazzette, lo ha spinto a dare le sue dimissioni irrevocabili di fronte al consiglio di amministrazione. Confronto fra Dellai e Durnwalder per decidere tempi e modi per l'elezione del nuovo presidente. Per ora Gramm reggente. E l'inchiesta si allarga all'ipotesi di truffa sulle spese di rappresentanza dell'A22.
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    L'indagine è iniziata l'autunno scorso e riguarda episodi del 2007 e del 2008. "L'ipotesi della Procura - ha spiegato il procuratore capo di Trento, Stefano Dragone - è che le modalità di gestione di alcuni appalti non fossero economicamente vantaggiose per gli uffici pubblici e si valuterà anche l'ipotesi di corruzione". Le indagini sono ancora in corso e gli arresti e le denunce sono la conclusione di una prima fase, che ha visto impegnati 115 militari della Gdf e più di 40 perquisizioni di società, abitazioni, studi professionali e uffici provinciali in Trentino e a Milano.

    A finire in carcere sono stati Marco Angelini, architettodella società trentina Civil Engineering, Fabrizio Collini, amministratore e socio della ditta di costruzioni di Trento Collini spa, Giacomino Osella, presidente di una società di trasporti pubblici trentina, l'Air (azienda intercomunale rotaliana) spa e Giuseppe Todesca, avvocato della stessa società ed ex presidente di Tecnofin.

    Si trova invece agli arresti domiciliari Giuseppina Leonardi, geometra della Civil Engineering.

    Gli indagati a piede libero sono Fabio Antolini, imprenditore edile della Ediltione spa, Sergio Collini, della stessa Collini spa, Carlo Costa, direttore tecnico dell'A22, Giuseppe Grisenti, geometra della società trentina di progettazione Arca Engineering, il fratello Silvano Grisenti, presidente dell'A22 spa Autostrada del Brennero, Michele Groff, ingegnere dell'Arca Engineering, Fulvio Kapeller, imprenditore di una società trentina di pavimenti in legno, la Dkz srl, Cesare Kordoglu, ingegnere della impresa trentina Aia Engineering srl, Dino Leonesi, dirigente della Provincia Autonoma di Trento e presdiente dell'Istituto Beato de Tschiderer, ex istituto vescovile per sordi, il consigliere provinciale di Forza Italia (nonché ex presidente della Provincia) Mario Malossini, Vigilio NIcolini, presidente del Consorzio Bim del Chiese ed ex assessore provinciale, Aristide Nuzzi, contabile della Collini spa, Stefano Oberosler, imprenditore della ditta di costruzioni Oberosler cav. Pietro spa, Tommaso Sussarellu, dirigente della Provincia Autonoma di Trento e Walter Zancan, ingegnere della società Geoingegneria.

    Le indagini sono svolte dal procuratore in persona e dal pm Pasquale Profiti.

    Le ipotesi di reato riguardano in particolare due appalti in Trentino. Il primo appalto è relativo a una galleria termoidraulica a Mezzolombardo, in cui sarebbero coinvolti Collini, Osella e Todesca. Ci sarebbe stata in ballo una promessa di 260mila euro per vedere modificate le modalità della gara d'appalto. L'altro appalto riguarda l'Azienda per i servizi pubblici alla persona per il progetto di realizzazione di un centro sanitario. Questo sarebbe stato pilotato per avere modalità di assegnazione non al massimo ribasso, quindi non vantaggiose per la pubblica amministrazione, con la promessa anche in questo caso di un compenso. 
    16 settembre 2008

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