La rana crocifissa esposta al Museion non smette di far parlare di sé. Franz Pahl, presidente del consiglio regionale, annuncia: "Sciopero della fame, se non viene tolta fra una settimana". E l'Obmann dell'Svp Pichler Rolle: "Quella scultura ferisce i sentimenti cristiani, toglietela". Dopo più di un mese, e dopo la copertura con i giornali, riscoppia la polemica
Per quale ragione ritiene sia giusto allontanare la rana? La politica non dovrebbe condizionare l’arte. Non crede?
«La Volkspartei è un partito cattolico, con radici cristiane. E ritengo sia doveroso comportarsi di conseguenza. In fondo è una questione di rispetto, nulla più. Non approverei nemmeno un artista che mira a trasformare una sinagoga in una toilette pubblica o una moschea in un porcile. Ma la stessa cosa deve valere per i cristiani: serve, ripeto, il giusto rispetto».
Ai giornali sono arrivate centinaia di lettere di protesta, soprattutto dal mondo tedesco, per l’opera di Kippenberger. Perché?
«La stragrande maggioranza dei sudtirolesi vede nella croce e nel segno della croce qualcosa di sacro, che non si può profanare così. Anche se dietro all’opera si nasconde un messaggio profondo, che nel caso in questione non è stato affatto recepito. Poi, ci sono stati fatti altri rilievi. Si tratta di un museo finanziato con soldi pubblici e la gente si arrabbia e si infervora ancora di più anche per questo. Ed io, sinceramente, lo comprendo. Anche la giunta provinciale, il giorno dopo la polemica, si era espressa per la rimozione dell’opera. Ora la Volkspartei si è semplicemente allineata su quella posizione».
Quindi lei non parla solo a titolo personale.
«No, rappresento anche il partito. La stragrande maggioranza dei nostri iscritti la pensa in questo modo, perché ci rifacciamo tutti agli stessi valori. La direzione del Museion farebbe bene a tenerne conto. Il nostro è un invito a tirare le somme rispetto a quanto è accaduto nell’ultimo mese».