Don Willeit “striglia” i Comuni

«Paure incomprensibili e eccessive, accogliere quei pochi migranti in valle è un dovere cristiano»

VAL BADIA. "Rilancio l’appello che già abbiamo fatto come consiglio pastorale: l’accoglienza, anche dei richiedenti asilo, è un dovere morale per ogni cristiano. La popolazione ladina ha una profonda tradizione cristiana. E infatti la gente è favorevole all’accoglienza. Purtroppo, i Comuni, non tutti per la verità, si sono espressi contro l’arrivo dei profughi. Rinnovo dunque l’accorato appello perché modifichino questo atteggiamento che non fa certo onore a tutta la valle”.

Chi parla è don Iaco Willeit, decano della Val Badia e parroco a La Valle. La vallata è una di quelle che può contare su maggiori risorse naturali ed economiche in Alto Adige, eppure nontrova un’accordo sull’organizzazione dell’accoglienza. Non trova una sistemazione per i 35 richiedenti asilo che le sono stati assegnati. La Valle aveva individuato un’ex pensione che sembrava essere una soluzione. Invece sono sopravvenute difficoltà. Tutto annullato, al punto che si è pensato di ricorrere a quanto prevede il progetto Sprar. Ma anche qui non sono mancati i problemi: hanno aderito La Valle e Marebbe e, di recente, anche San Martino. Contrari sono rimasti Badia e Corvara. Che ora, messi alle strette dalle pressioni finanziarie della Provincia, potrebbero cambiare idea. "I due consigli comunali - dice don Willeit - si sono schierati contro l’arrivo dei profughi. È prevalsa la paura, che è francamente eccessiva. Siamo di fronte ad un fenomeno mondiale: non è possibile che una valle come l’Alta Badia, conosciuta per la sua elevata disponibilità di posti letto, continui a rifiutare un numero ridotto di profughi. Mi pare che i due consigli comunali abbiano esagerato nel dire no. La popolazione ladina è a favore dell’accoglienza. Mi auguro, sinceramente, che i due Comuni di Badia e Corvara rivedano la loro posizione contraria".

Sia Badia che Corvara sono "ricche" eppure dicono di non avere una struttura per l’accoglienza dei richiedenti asilo: "Può anche essere vero - osserva don Willeit - Ma allora perché hanno detto no anche al progetto Sprar e perché si sono schierate contro la possibilità di ospitare, sui rispettivi territori, anche un numero ridotto di profughi?"

L’unità pastorale della val Badia ha già preso posizione in merito all’accoglienza dei richiedenti asilo con una nota ufficiale nella quale ha espresso la sua opinione nettamente favorevole all’accoglienza. E, allora, come spiega il decano la contrarietà, in particolare di Badia e di Corvara? "C’è una spiegazione - risponde don Willeit - ed è la paura che la presenza dei richiedenti asilo possa alterare in qualche modo l’equilibrio che s’è creato nei due paesi dove domina il lavoro per il turismo. Non si riesce a guardare con serenità e con spirito cristiano alle

sofferenze che vivono queste persone che lasciano i loro Paesi d’origine e che ci tendono una mano per essere aiutate. Tocca a noi venire loro incontro. È un nostro obbligo di cristiani anzitutto. E poi perché abbiamo la possibilità di aiutarli a vivere meglio”.

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