BOLZANO

Bolzano, ronde civiche, già quaranta adesioni

Le prime «passeggiate» tra ponte Resia e ponte Roma. I promotori: «Siamo apolitici e solo in gruppo ci sentiamo sicuri»

BOLZANO. Sono già una quarantina i bolzanini che risiedono nella zona di Don Bosco (ma non solo) e hanno aderito con entusiasmo all’idea, lanciata su Facebook, di organizzare delle ronde civiche. Senza colori politici. La proposta è venuta da Tony Rot e Massimo Ga (si tratta di alias usati per navigare in rete) ed è stata spiegata sul gruppo «Adesso Basta Bz» . Previste «passeggiate nei quartieri di Don Bosco ed Europa Novacella», ma anche un pronto intervento - in caso di bisogno - grazie alle nuove tecnologie. «Chiariamo subito degli aspetti importanti. Il nostro è un progetto non violento, senza scopo di lucro e apolitico» chiarisce Tony Rot. «Non abbiamo nulla a che vedere con Casapound che fa le azioni per fotografarsi e promuovere la propria immagine sul web. Siamo un gruppo di bolzanini cresciuti a Don Bosco, ma non solo, che vuole una città sicura e aperta a tutti. Io, per esempio, ho un nipote che adora il fiume ma non può andare a giocarci perché la zona è frequentata da gente pericolosa. Questo non può accadere».

Quello che fa la differenza, in questi casi, è sempre il modo in cui si mettono in pratica le intenzioni. «Da pochissimi giorni abbiamo aperto questo gruppo Facebook e stiamo già veleggiando verso le mille adesioni. Ognuno può fare il volontario ed entrare a far parte in un gruppo più ristretto. Quando accade qualcosa di spiacevole chiunque può segnalarlo sul gruppo Facebook e noi diramiamo la comunicazione con la messaggeria istantanea a tutti i volontari. Chi si trova nelle vicinanze ed è libero deve semplicemente recarsi sul posto». Una volta arrivati nel punto della segnalazione, però, la situazione può anche sfuggire di mano. «No, assolutamente. Non ci sarà alcun tipo di violenza. Noi siamo assolutamente convinti che sia sufficiente reagire in modo compatto per scoraggiare la microcriminalità. Nella maggior parte dei casi i malviventi scapperanno. A quel punto si potranno avvertire le forze dell’ordine in caso di reato e confortare le vittime. È molto importante il messaggio di una comunità che si aiuta e sisostiene sempre». Una logica che vale anche per le piccole cose. «Punteremo molto anche sul rispetto dell’ambiente. Le aree verdi devono essere tutelate e non possono diventare zone franche dove tutto è permesso

perché gli sbandati sono in maggioranza». Le adesioni sono già 40, ma si punta ad averne centinaia. «A breve partiremo con il servizio e con alcune passeggiate tutti insieme. Opereremo tra ponte Resia e ponte Roma, sia sulle Passeggiate che per le strade del quartiere che è la nostra storia».

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