BOLZANO

CasaPound in marcia a Bolzano come i fascisti di Starace

Polemiche sul corteo verso il Comune. La questura acquisisce le immagini. Puglisi Ghizzi nega il richiamo alla «Domenica di sangue»: «Solo un caso...»

BOLZANO. Il luogo è il medesimo, l’atteggiamento anche. CasaPound ha messo in scena martedì pomeriggio una sfilata verso il Municipio, che ricalca la celebre foto della squadra fascista in marcia lungo via Portici il 24 aprile 1921. Era la domenica di sangue, la «Blutsonntag», che infiammò di violenza Bolzano e costò la vita al maestro Franz Innerhofer, assassinato nell’androne di un palazzo in via dei Vanga. Le squadre fasciste erano guidate da Achille Starace. In corteo militare una ventina di militanti di CasaPound ha accompagnato i tre consiglieri Maurizio Puglisi Ghizzi, Andrea Bonazza e Sandro Trigolo alla prima seduta del consiglio comunale. I tre eletti davanti, gli altri dietro in parata con il tricolore.

La questura ha acquisito le immagini e cerca ulteriori elementi. La sfilata in centro non era stata segnalata, ma sembra escluso che si possa ipotizzare un reato. La fotografia è stata pubblicata sul web da CasaPound. Esibita, da sembrare una provocazione. «Immagine da brividi», commenta infatti Norbert Lantschner (Verdi). «Un salto indietro nel passato. È come se CasaPound rivendicasse il proprio legame con il fascismo non istituzionale, quello dei primissimi anni, anti capitalista, sociale, rivoluzionario», aggiunge lo storico Giorgio Delle Donne. CasaPound, 6,69 per cento alle comunali, tre eletti, caso unico in Italia. Infatti la fotografia sulla pagina facebook ha raccolto poco meno di 800 «like». CasaPound alza il tiro? Nel corteo, dietro i tre eletti, Davide Brancaglion, sotto inchiesta per il presunto pestaggio di un giovane, ricandidato e arrivato quarto con 280 preferenze. Intanto è toccato a Trigolo, consigliere più votato a Europa-Novacella (134 preferenze), convocare la prima seduta del consiglio di quartiere. Si terrà martedì, poi Trigolo opterà per il consiglio comunale e lascerà la circoscrizione. La marcia, partita dalla sede di via Cesare Battisti e terminata davanti al Comune, viene ridimensionata dall’ex candidato sindaco Maurizio Puglisi Ghizzi, che ostenta stupore: «Non avevamo intenzione di richiamare alcuna marcia». A tanti quel collegamento è scattato invece e su facebook il commento sulle proteste è un compiaciuto «tremano». Ma Puglisi Ghizzi assicura di no: «Se avessimo voluto organizzare un corteo vero e proprio, lo avremmo fatto. Il senso era questo: inizia il lavoro dei tre eletti e un gruppo dei nostri li accompagna. Si è parlato anche della mia camicia nera. La indosso perché “sfina”». Prende in giro? «Ma no. Siamo in tre e vogliamo lavorare, perché il peso adesso c’è. Non faremo opposizione dura e pura a prescindere. Lo abbiamo detto anche al sindaco Caramaschi: se presenterà proposte in linea con le nostre, le voteremo». Alessandro Huber, neo consigliere del Pd, il 2 aprile aveva protestato con Sebastian Seehauser (Svp) durante la manifestazione di Forza Nuova e del partito tedesco Npd contro i rifugiati. «Contro ogni fascismo», era stato il loro cartello. Così Huber su CasaPound e le marce: «Decidano cosa vogliono fare. Se vogliono stare nelle istituzioni, abbandonino ogni violenza o strizzata d’occhio alla violenza». Lantschner: «Quel 6% sia di insegnamento: serve una buona politica, capace di togliere terreno all’estremismo».

 

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