“Mangiatori di libri”, ai lettori altoatesini il primato italiano

Dai 6 anni in poi, uno su due legge almeno un volume l’anno Le donne meglio degli uomini, i bambini più degli adulti

BOLZANO. Almeno un libro l’anno, per un altoatesino su due, per tutta la popolazione compresi i bambini a partire dai sei anni di età. La percentuale in realtà è leggermente piu alta, il 54,5%, e premia la provincia di Bolzano con il primato nella classifica dei “divoratori di libri”.

La notizia arriva dall’Istat, che ha appena pubblicato le sue “Cento statistiche per capire l’Italia”, contenute nel portale Noi Italia dell’ente. Al secondo posto si piazza il Friuli- Venezia-Giulia, con il 53,6% e al terzo il Trentino, con il 52,2%. Risultati di gran lunga migliori della media nazionale che si ferma poco sopra il 40%.

Agli altoatesini inoltre, va la palma anche della “parte alta” della classifica. Cioè quella dei lettori più voraci, che dichiarano di averne letti “almeno 12” di libri in un anno, quindi uno al mese: il 20,2%, uno su cinque. Poi chiaramente dalla media si può scendere in ulteriori dettagli, e si scopre che le donne leggono più degli uomini in praticamente tutte le fasce di età, e con un notevole scarto, di circa il 10%. E, curiosità, che i bambini leggono molto di più che i loro genitori.

«È un fenomeno che abbiamo notato anche da dietro il bancone - spiega Grazie Maraldi della libreria Cappelli di piazza Vittoria - le richieste di libri per bambini, soprattutto nella fascia di età tra i 4 e gli 8 anni, sono aumentate, probabilmente per un impegno diffuso da parte di scuole e genitori; dai 9 agli 11 anni in avanti li si può considerare lettori autonomi, ed anche in questo caso la loro voracità può essere confermata». Oltre arriva il periodo dell’adolescenza, «I giovani iniziano a leggere di meno, restano quelli che verametne si innamorano della lettura». E che in Alto Adige ci sia una buona cultura del libro, lo conferma anche Alessandra Leoni, della libreria Giunti di via Goethe: «Ho lavorato anche in altre realtà, ed effettivamente la differenza rispetto a Bolzano si nota molto, qui in generale si legge molto di più che in molte altre province».

Ma certamente non si può parlare di un periodo d’oro per le librerie, «Che il mercato sia stabile è già un ottimo risultato, che altrove è un sogno, però non possiamo dire che i lettori siano in aumento».

E non dipende nemmeno dall’arrivo del digitale diffuso. «Dei nuovi supporti se ne parla da anni, ma al momento la differenza non è percettibile, credo che si siano ricavati una specie di complementarietà rispetto al libro tradizionale, e questo ha permesso alle librerie di resistere alla loro influenza». Un merito, che spesso passa inosservato, e che

invece fa la sua parte, è la presenza di numerose biblioteche, «Questa è una provincia ricca di biblioteche - afferma Alessandra - e sono tutte molto ben fornite e frequentate, già da questo è possibile farsi un’idea di come gli altoatesini siano amici dei libri».

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