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Più soldi in busta a 96 mila altoatesini

La promessa di Renzi: «Da maggio 1.000 euro netti in più all’anno». Ecco chi guadagna meno di 1.500 euro netti al mese

BOLZANO. Matteo Renzi non è mai andato così veloce. «Se il 27 maggio i soldi non arrivano in busta paga allora io sono un buffone». Il presidente del Consiglio - aggrappato al piano economico appena presentato - promette che a maggio finiranno in busta paga 1.000 euro netti all’anno a chi guadagna meno di 1.500 euro al mese, un colpaccio per 96mila lavoratori dipendenti altoatesini ed altri 120mila trentini che guadagnano fino a 25mila euro lordi l’anno. Un taglio al cuneo fiscale che riguarderà 10 milioni di italiani - nel dettaglio 210mila lavoratori dipendenti del Trentino Alto Adige - che si divideranno 10 miliardi di euro, per un dettaglio di 80 euro netti in busta paga. Renzi non ha dubbi, per lui il limite su cui si attesta sono 25mila euro lordi, circa 1.500 euro netti.

«È impossibile adesso fare il conto preciso di quanto andrà in busta con il taglio dell’Irpef a chi guadagna meno di 1.500 euro al mese. Dipende tutto anche da come funzionano le detrazioni. Ma in fondo non fa molta differenza se sono 75 euro o 85. Diciamo che la cifra sarà comunque consistente».

Toni Serafini - segretario provinciale della Uil - dice che non siamo alla fantapolitica e che la questione si sta facendo ogni ora sempre più certa.

«Il premier si sta giocando più della faccia, credo che il tutto sia concretissimo. Certo bisognerà vedere il decreto come sarà strutturato, cioè le modalità di detrazione e quindi bisognerà vedere che succederà anche per i pensionati».

E andiamo a dare un’occhiata alle cifre. «In Alto Adige i lavoratori dipendenti sono 190mila e, di questi, i 96mila che guadagnano fino a 25mila euro lordi l’anno, potranno usufruire della riduzione fiscale. In soldoni un lavoratore dipendente su due che guadagna meno di 1.500 euro al mese potrà avere da maggio dai 70 agli 80 euro netti in più in busta paga. Va detto anche che di questi 96mila, 46mila sono lavoratori part time (22, 28 o 30 ore)». Resta da capire come si potrà finanziare l’intera operazione. Per Renzi 500 milioni di euro arriveranno dagli stipendi dei manager: «Non è giusto che un dirigente della pubblica amministrazione guadagni più del presidente della Repubblica. E ci sono molti dirigenti che guadagnano di più e la media tra dirigenti italiani e quelli inglesi e tedeschi è sproporzionata».

Dal primo maggio verrà effettuata un’operazione anche sull’Irap che sarà ridotto del 10% e che Renzi è certo di finanziare con l’aumento della tassazione sulle rendite dal 20 al 26% (2,6 miliardi) senza toccare i titoli di Stato.

Serafini spiega che era ora. «L’Italia è il Paese d’Europa che ha più tasse sul lavoro e meno pressione fiscale di tutti sulle rendite. Ricordo a tutti che se quest’ultima dovesse veramente aumentare saremmo semplicemente in linea con quel che succede vicino a noi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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