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Biancofiore candida l’Artioli capolista

La nuova lista si chiama «Forza Alto Adige». Bertoldi scivola al secondo posto. Il sottosegretario: «Faremo tre consiglieri»

BOLZANO. Il sottosegretario Michaela Biancofiore aveva promesso, da settimane, una «grossa sorpresa» in vista delle elezioni provinciali di ottobre e bisogna dire che, questa volta, è stata di parola. Giovedì è volata a Roma assieme ad Elena Artioli, fino a ieri capolista della civica interetnica «Team Autonomie», e ha ottenuto il via libera dal partito per dare vita ad un patto di ferro con la rappresentante del Carroccio capolista e «candidata alla presidenza della Provincia» per «Forza Alto Adige», una nuova aggregazione con la quale l’esplosiva coppia mira «a sottrarre voti alla Volkspartei e a conquistare la guida della Provincia». La prima conseguenza di questo patto è che Alessandro Bertoldi, il giovanissimo responsabile provinciale del partito, dovrà scivolare al secondo posto in lista e, dietro di lui, hanno pochissime chance di entrare in Consiglio il battagliero Enrico Lillo o il fedelissimo di lungo corso di Laives Bruno Borin.

Otto tedeschi in lista. La Artioli, come contropartita per la rinuncia alla sua lista, ha ottenuto un posto per le provinciali per otto candidati di madrelingua tedesca che facevano capo al Team Autonomie, ma è iniziata anche la caccia per reclutare in extremis un rappresentante del gruppo ladino. Tra i sudtirolesi di lingua tedesca ci sarà anche un contadino tedesco di Termeno, felice di candidarsi tra i “berlusconiani”, «perché non dovrà più pagare l’Imu».

Il patto di ferro. I maligni sostengono, peraltro, che Elena Artiloli abbia fatto il «salto della quaglia» solamente perché si era accorta, ormai, che con «Team Autonomie» non sarebbe riuscita ad entrare in Consiglio provinciale nemmeno con i resti. «Se la sarebbe giocata - ha commentato secca Michaela Biancofiore - con Alessandro Urzì, uno dei tanti esponenti del “partito dei nanetti”». Convince meno la lettura della Artioli: «Semplicemente non volevo ritrovarmi da sola in Consiglio come è accaduto in questa legislatura. Grazie a Forza Alto Adige possiamo puntare a tre o quattro seggi».

La gaffe sulle civiche. Michela Biancofiore ha iniziato la conferenza stampa con una mezza gaffe sulle liste civiche. «Si tratta di aggregazioni che non possono fare nulla». Peccato che la Artioli, fino a ieri, fosse proprio a capo di una civica interetnica. «Sono stata io a fare un passo indietro - ha spiegato Elena - nella convinzione che questa alleanza e il legame ai partiti nazionali possa portarci più lontano di quanto non sarei riuscita a fare con una lista locale».

L’appello di Michaela. «Assieme alla Artioli, che ha padre italiano e mamma tedesca, riuscirò finalmente a parlare a tutti i gruppi linguistici dell’Alto Adige. E non si può più pensare che possa essere un solo partito, ovvero la Svp, ad esprimere in eterno il presidente della Provincia. Noi vogliamo stare dalla parte della gente e supplichiamo i cittadini di non disperdere i voti e lamentarsi, a giochi fatti, per l’errore commesso. Servono partiti nazionali che possano togliere l’Imu e riformare la toponomastica». Stop, almeno per ora, ai tricolori nei masi. «Non ho mai detto quella frase ma metterò i cartelli di montagna bilingui assieme alla Artioli».

L’affondo di Elena. «Non vogliamo essere o diventare lo zerbino del partito di maggioranza come è accaduto finora ai rappresentanti italiani in giunta. Miriamo a governare questa terra a testa alta e a riportare la democrazia che purtroppo manca». In chiusura la stoccata sull’immigrazione e sulla cittadinanza lampo a Marie Mawe. «Di questo passo ci troveremo un pachistano che si dichiara tedesco in Comune al posto di Ladinser o Ellecosta».

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