Rifiuti, tempestato il centralino Seab

Centinaia di chiamate e mail: i bolzanini non hanno ancora capito bene cosa va nell’«umido» e cosa nel «residuo»

BOLZANO. «Siamo oberati dalle telefonate: il picco si è raggiunto venerdì. Al call center (800 816 808) ne sono arrivate 200, in media sono un centinaio al giorno. A queste si aggiungono una quarantina tra mail e domande che ci vengono fatte attraverso il sito». I numeri forniti da Valentina Princigalli, responsabile delle pubbliche relazioni di Seab, fotografano dubbi e incertezze che regnano ancora tra i bolzanini, dopo che lunedì è entrato in vigore il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti.

Ma i bolzanini cosa vogliono sapere? «C’è grande incertezza sui rifiuti da mettere nell’umido e quelli che vanno invece nel bidoncino del residuo. A conferma del fatto che più d’uno ancora non selezionava l’umido ma buttava tutto nel cassonetto verde. Adesso non è più possibile. E poi c’è chi si lamenta di non aver ricevuto le chiavi dei bidoncini e non sa che sono state date agli amministratori. Chi dice che nel cortile ci sono una serie di bidoncini e non sa più qual è il suo. Oggi ha telefonato un signore disperato perché non trovava più la chiave».

L’umido. «Su tre persone - spiega Francesco Gallina, responsabile dei servizi ambiente della Seab - che chiamano il call center almeno una vuole informazioni sulla raccolta dell’umido e chiede di ritirare il cassonetto marron. Ciò significa che molti finora non la facevano. Adesso non ci sono alternative: bisogna assolutamente differenziare al massino i rifiuti anche perché i cassonetti verdi scompariranno dalle strade bolzanine entro ferragosto. Per chi però si trova a dover fare i conti con due “novità” contemporaneamente a volte è complicato districarsi tra umido e residuo. Questione di abitudine: superata la fase di rodaggio non ci saranno più problemi».

I cassonetti. Seab ricorda che c’è tempo fino a venerdì per ritirare i nuovi bidoncini. «È bene che chi non l’ha ancora fatto, si muova, perché - ricorda Gallina - da ferragosto, giorno più giorno meno, in giro non ci saranno più cassonetti, ma solo campane di carta, vetro, plastica e cartone. Quindi a meno che non si voglia lasciare il sacchetto dei rifiuti in strada, bisogna dotarsi del bidoncino condominiale».

Il tweet del sindaco. Molti i bolzanini che l’altro giorno hanno ritagliato o fotocopiato l’intervento pubblicato sull’Alto Adige in cui il giudice Edoardo Mori definisce anticostituzionale e contro i principi generali del diritto i nuovi criteri di tariffazione e le contravvenzioni per i casi in cui nei rifiuti residui finisca ciò che non ci dovrebbe andare. In sostanza Mori contesta il sistema che prevede che un condomino debba pagare per la spazzatura prodotta da un altro. La replica del sindaco Spagnolli arriva anche via twitter : «Il sistema rifiuti condominiale creerà senso di comunità. Il giudice Mori è contro: ovvio, i giudici campano sui litigi, non sull’armonia». Un tweet che crea subito una serie di reazioni in rete: inutile dire che sono tutte per il giudice Mori.

Le tariffe. Oltre al problema delle multe “condominiali” in qualche modo superato dal fatto che in Comune assicurano che i controlli, anche quando si faranno, saranno soft; c’è quello relativo alle tariffe che prevede che ciascuno paghi in base a quello che produce. In realtà però non sarà esattamente così, visto che il cittadino non ha un suo bidoncino e tutti conferiscono in quello condominiale. Ostacolo superabile introducendo anche a Bolzano il sistema multipress, adottato a Trento oltre che nei principali centri dell’Alto Adige, che prevede che i cittadini siano dotati di una scheda in modo che quando eliminano i sacchetti, i rifiuti

vengono pesati automaticamente e si può calcolare la tariffa su ciò che esattamente si produce. «Dieci anni fa - assicura Gallina - avevano sperimentato questo sistema. Risultato? Un fallimento. Molti lasciavano i sacchetti vicino al multipress».

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