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Bas, gli anni delle bombe tra accese rivalità e acquisti di armi e tritolo

Esce un nuovo libro sulla stagione delle bombe in Alto Adige. Niente di nuovo dopo decenni di testimonianze e letteratura sull'argomento? No, qualcosa di mai pubblicato questa volta viene fuori. Si tratta di parti dell'archivio del Bas (Befreiungsausschuss Südtirol) di Innsbruck, ovvero il movimento bombarolo d'Oltrebrennero che agiva di comune accordo - anch se non sempre - con i sudtirolesi. Protocolli delle riunioni, documenti sugli aiuti in termini economici e politici, i rapporti poco idilliaci con il gruppo di Kerschbaumer, i cambiamenti al vertice del Bas di Innsbruck, la preparazione della Notte dei fuochi del giugno 1961, schizzi e disegni di tralicci e piloni dell'alta tensione che poi furono fatti saltare per aria. Ed ancora liste con quantità di esplosivo e di armi che finivano in Alto Adige. Insomma nuova documentazione nel libro «So planten wir die Feuernacht» di Herlinde Molling, membro del Bas tirolese, con un'introduzione di Hans Karl Peterlini (edizioni Raetia, 25 euro). La pubblicazione sarà presentata questa sera, ore 20, alla Casa Kolping a Bolzano.  Dal libro escono sostanzialmente accentuate un paio di annotazioni riguardanti gli Anni delle bombe ed anche sul periodo precedente al 1961. Tra Innsbruck e Bolzano non scorreva buonissimo sangue. Il Bas sudtirolese cappeggiato da Sepp Kerschbaumer e quello tirolese erano diversi per obiettivi ed origine sociale dei propri aderenti. Intellettuali Oltrebrennero, contadini e artigiani - quasi sempre - in Alto Adige. Wolfagang Pfaundler, uno dei capi del Bas a Innsbruck non vedeva di buon'occhio Kerschbaumer, lo riteneva incapace e quindi potenzialmente pericoloso per l'intera organizzazione. Stesso discorso per Fritz Molden, altre pezzo da novanta dell'organizzazione austriaca. Puntavano piuttosto su Klotz. Al contrario Kerschbaumer non conosceva nemici all'interno del Bas in Alto Adige: gli avversari li aveva a Innsbruck e Vienna.  Altro mito da sfatare è quello delle armi. Si è sempre parlato e scritto di un inizio dell'attività terroristica legato alla dinamite e quindi ai tralicci. Alla ricerca di obiettivi materiali e non dell'uccisione di persone. In realtà anche dai documenti pubblicati nel libro da Herlinde Molling si evinche che pistole, fucili e cannocchiali di precisione erano nella disponibilità del Bas da subito e trasportati in più occasioni in Alto Adige. Occasione per riflettere ed evitare il passato.

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