Inceneritore da 123 milioni: non si sa chi paga

Scontro tra Provincia e Comuni sul finanziamento. Per i cittadini rincari garantiti

BOLZANO. La maxi caldaia sta arrivando in nave dall'India, le opere in cemento sono quasi ultimate, la fossa rifiuti alta 24 metri è realizzata. Il nuovo inceneritore ormai si riconosce nella sua fisionomia. Nel 2013 taglio del nastro. Ciò che manca è l'accordo su chi lo pagherà. Trattativa difficilissima tra Provincia e Comuni. Per i cittadini una sola certezza: le tariffe aumenteranno. Per i non addetti ai lavori è teatro dell'assurdo, ma sull'impianto pubblico più costoso realizzato in provincia non è stato ancora stabilito a chi debba essere mandato il conto.

Dopo le contestate varianti con supplemento di spesa, la cifra fissata dalla giunta provinciale è oggi di 123 milioni di euro. Palazzo Widmann ha acceso il mutuo e finora sono stati spesi 36 milioni di euro. Ma il presidente Luis Durnwalder ha provocato un terremoto nei Comuni mettendo in discussione tutto l'intero finanziamento. Da quanto verrà caricato su Ecocenter (cioè sui Comuni) dipenderà la tariffa di smaltimento rifiuti che verrà recapitata ai cittadini dell'Alto Adige. Le tariffe aumenteranno.

Su Bolzano Durnwalder ieri ipotizzava un 10%, molto di più su Pusteria e Venosta. Ieri pomeriggio sopralluogo al cantiere di Bolzano sud con Durnwalder, assessore Florian Mussner sindaco Luigi Spagnolli, assessore Trincanato, architetto progettista Lucchin, ingegner Carlini (direttore lavori), dirigenti provinciali, tecnici, Ecocenter, titolari delle imprese dell'Ati, l'associazione temporanea di imprese con capofila Atzwanger.

I COSTI. L'ultima stima per la costruzione dell'inceneritore è di 123,070 milioni di euro, compresi i 15 milioni della bonifica del terreno. Durnwalder l'ha fatto capire, i costi non potranno aumentare.

IL CONTO. «La trattativa è in altissimo mare», ammette il sindaco Luigi Spagnolli, «ci vedremo anche la prossima settimana». Durnwalder ha come prima controparte il presidente del Consiglio dei Comuni Arno Kompatscher e Spagnolli, che si trova a difendere da una impennata delle tariffe il Comune che ospita l'impianto e le sue ricadute ambientali. Infatti Spagnolli ribalta il ragionamento: «Il punto non è quanti milioni metterà la Provincia e quanti i Comuni, ma fino a che punto possiamo aumentare le tariffe. In base a quello, va suddiviso l'investimento».

Durnwalder riassume: «E' un impianto che dovrebbe autofinanziarsi, ma sarà necessaria qualche iniezione di denaro. Attraverso calore ed energia elettrica l'inceneritore potrà contare su 4-5 milioni di utili all'anno. In vent'anni dunque arriviamo a 80 milioni. La trattativa è sul resto». In realtà il problema non sono solo i 40-50 milioni di mancato autofinanziamento dell'impianto, perché l'opera va pagata oggi, non tra 20 anni, e serve un mutuo che garantisca tutti i 123 milioni. Tra le proposte entrate nella trattativa con Kompatscher, utilizzare il fondo di rotazione a disposizione dei Comuni con finanziamenti a tasso zero.

Il fondo però serve ai Comuni per finanziare scuole e opere pubbliche, non può essere dedicato solo all'inceneritore. Tra i problemi, aggiunge Durnwalder, c'è che oggi in Pusteria e Venosta le tariffe rifiuti applicate dai Comuni sono basse, perché è stata la Provincia a pagare gli impianti di smaltimento: «Non si possono raddoppiare le bollette da un giorno all'altro».

Comunque, chiarisce Durnwalder, «è certo che del finanziamento si dovranno fare carico Provincia, Comuni e cittadini». Altro tema aperto è il teleriscaldamento. Gli utili dell'impianto dipenderanno in parte da quanto calore verrà venduto. Anche su questo fronte il ritardo è dichiarato. Il Comune non ha deciso come partecipare alla società del teleriscaldamento con Sel. Spagnolli torna a buttare là: «Al limite faremo tutto noi con Ae». Intanto Durnwalder ricorda gli obiettivi: «6000 case allacciate con il calore, 20 mila case servite con energia elettrica prodotta qui».

LE DIMENSIONI. Valentino Pagani (direttore ripartizione Infrastrutture) riassume: impianto da 25 mila metri quadrati, 196.749
metri cubi, tratterà 130 mila tonnellate di rifiuti all'anno altezza massima al camino 60 metri. Mussner: «E' un'opera criticata, ma sarà utile all'ambiente. E per le imprese è un banco di prova e di crescita».

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