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Francesco Palermo: "Sbagliato non rispettare la sentenza"

"La scelta di votare prima
del Trentino? Una forzatura"

«Francamente non vedo come se ne possa uscire».  Francesco Palermo non giudica positivamente la possibilità che le elezioni provinciali in Alto Adige ed in Trentino si tengano in date separate. Professore di diritto costituzionale comparato all’università di Verona e responsabile dell’area di ricerca su federalismo e regionalismo all’Eurac di Bolzano, conosce le fonti normative che regolano la materia. In più ricorda il notevole rischio di giungere a ricorsi una volta passate le elezioni per arrivare ad invalidarle, nel caso esse non si tengano in contemporanea fra Trento e Bolzano.
A quali fonti bisogna rivolgersi per dirimere il caos che si è creato con la sentenza del Consiglio di Stato sull’esclusione della lista Udc in Trentino?
«Non sono molte le fonti normative. Il caso specifico non è stato previsto dal legislatore. Abbiamo lo Statuto d’autonomia con l’art.48 che recita: “Le elezioni si svolgono contestualmente (Trento e Bolzano, ndr) nella medesima giornata”. Tesi rafforzata dal decreto del presidente altoatesino di indizione delle elezioni dove si afferma che “le elezioni per il rinnovo di consigli provinciali di Trento e Bolzano devono svolgersi contestualmente nella medesima giornata”».
Quindi, secondo lei, la tornata elettorale nelle due province dovrebbe svolgersi contemporaneamente.
«Mi sembra ci sia una chiara preferenza statutaria per la contestualità. Lo Statuto è la norma che prevale».
Mentre in Trentino il voto pare spostarsi al 9 novembre, ma Dellai aspetta di conoscere cosa farà Durnwalder, a Bolzano si è scelto di mantenere ferma la data del 26 ottobre. Cosa ne pensa?
«Non credo che lo spostamento di due settimane del voto anche in provincia di Bolzano sarebbe la fine del mondo, anche se capisco l’irritazione degli altoatesini. La scelta di Durnwalder mi appare una forzatura, uno strappo abbastanza significativo».
Si spieghi meglio.
«Non so se sia meglio rincorrere un obiettivo politico, piegando la legge. Non mi sembra una strada conciliatoria, quella intrapresa dal presidente altoatesino».
Il punto è che in Alto Adige tutti i partiti ritengono sia necessario non spostare la data delle elezioni.
«Non rispettare una sentenza, è sempre cosa poco gradevole».
Quali ripercussioni ci potranno essere nel caso si vada alle elezioni con date separate fra Trento e Bolzano?
«Un problema non di poco conto. Passate le elezioni, tutti potranno ricorrere sulla scelta di non aver svolto in contemporanea le elezioni nelle due province. È facile pensare che qualcuno per opportunità politica - magari perché non ha ottenuto il risultato elettorale sperato - non si faccia perdere l’occasione e presenti ricorso. Il rischio sarebbe quello di dover ripetere le elezioni».

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