Quotidiani locali

Viva Israele con libertà di critica

Prendiamo, per esempio, Oriana Fallaci, una che spaccava il mondo in due. Grandissima e scomoda, e quindi amata e odiata, condivisa o stroncata, letta o ignorata secondo ogni personale punto di vista. L’opinione pubblica si è divisa, i lettori emozionati, l’informazione ha esercitato il suo normale diritto di critica: è quello che normalmente accade in un paese appassionato e civile. Ora risulta invece che lo stesso diritto sia messo fortemente in dubbio nel caso in cui l’autore si chiami Magdi Allam. Il quale - sotto una testatina, che forse per involontaria ironia si chiama «Confronti» - nell’inserto locale del «Corriere della Sera» provvede a trasformare direttamente «il legittimo diritto-dovere di critica in un’inaccettabile campagna denigratoria» nei suoi confronti. E su questo, seminando qua e là i nomi dei colpevoli da perseguire, chiede l’intervento dell’Ordine dei giornalisti per «una flagrante violazione della deontologia professionale». Aderiamo volentieri anche noi a questo appello all’organismo di autocontrollo professionale. Per favorire il lavoro dei colleghi ricostruiamo qui alcune circostanze: ci sembrano utili per valutare il lavoro nostro ma naturalmente anche quello dell’autorevole collega Magdi Allam.
Il vicedirettore del «Corriere della Sera», che vive sotto scorta dopo le minacce ricevute per le sue posizioni sul fondamentalismo islamico, da alcuni anni viene invitato in regione per presentare il suo ultimo libro. Quest’estate tocca a «Viva Israele». I lettori sanno di cosa si tratta perché, fin dal giorno della sua uscita in libreria, il volume è stato oggetto di recensioni, dibattiti, polemiche, appelli, televisione e porta a porta, come giustamente si conviene a un autore che fa discutere e meglio ancora vende tanto. Per questo, quando è arrivato il momento di riparlarne alla vigilia degli appuntamenti qui in Trentino, Pusteria e Badia, ci è sembrato più utile arricchire quanto era già noto con un ulteriore elemento di riflessione. E’ nata così un’intervista con Moni Ovadia, artista di famiglia ebraica, il quale ha ribadito ciò che aveva già detto anche personalmente ad Allam, e cioè che il titolo «Viva Israele» gli sembrava uno slogan da squadra di calcio: «Parliamo naturalmente di un Paese, di una nazione. Se con il titolo si intende che Israele ha diritto all’esistenza, alla stabilità e alla sicurezza, sono d’accordissimo. Ma cosa vuol dire viva Israele? Vuol dire abbasso i palestinesi? Allora non sono d’accordo». Si può dissentire da Moni Ovadia, ma questo è il suo pensiero. Magdi Allam poteva rispondergli con l’intervista che il nostro giornale gli aveva subito proposto. Invece, apriti cielo! Colpevoli del delitto mediatico di lesa maestà, è partito contro di noi un fuoco sincronizzato di artiglieria verbale e cartacea: sparavano falangi di «allamiani», corrieristi di complemento, nuovi lettori da tutta Italia - guarda un po’ - di un giornale letto in Trentino-Alto Adige, e perfino il povero sindaco di Levico portato sul palco a condividere il disgusto generale. Fino all’attacco finale dello stesso Autore, il quale intravede perfino nel pacato ragionamento del ricercatore universitario Stefano Fait «la riprova del pregiudizio ideologico». Chi ha avuto modo di toccare lo stile, il tono, il linguaggio dell’intervento sul «Corriere» ha potuto farsi un’idea della natura del caso. E voltare pagina. Di più, va solo segnalata la rimozione forzata su richiesta dello stesso Allam di un moderatore sgradito - era l’autore dell’intervista a Ovadia - alla presentazione del libro oggi a Brunico.
Ecco i fatti, che consegniamo ben volentieri all’attenzione dell’Ordine dei giornalisti, e soprattutto dei nostri lettori. I quali, a differenza del vicedirettore ad personam del «Corriere», possono valutarli conoscendo bene la nostra lunga pratica di giornalismo equilibrato, non fazioso, in una terra che richiede un esercizio quotidiano di confronto tra culture diverse. La storia stessa della testata e la sua appartenenza editoriale e culturale, la qualità delle opinioni sui temi caldi della religione e dell’estremismo ci mettono al riparo da insensate strumentalizzazioni ideologiche.
Non è nemmeno il caso di entrare nel terreno su cui vorrebbe portarci Magdi Allam: la sua Verità, il Bene e il Male, l’Occidente e la Morte. Il problema di oggi è semplicemente questo: si può dire viva Israele e criticare il signor Magdi Allam? E’ ancora lecito esprimere libere opinioni, senza necessariamente demonizzare o mostrificare? E’ un atto di intimidazione dare voce anche a chi dissente civilmente dalle posizioni radicali del vicedirettore del «Corriere»?
Si tratta evidentemente di domande retoriche ma a ben guardare molto attuali. Tanto da spingere un gruppo di 200 (duecento) docenti universitari e intellettuali a sottoscrivere un appello contro un’altra delle invettive di Magdi Allam, secondo il quale le università italiane - almeno siamo in buona compagnia - pullulano di docenti «collusi con un’ideologia di morte profondamente ostile ai valori e ai principi della civiltà occidentale...». Ecco come replica ad Allam l’appello dei duecento: «Una tale impostazione non solo è lontanissima dallo spirito e dai valori di una democrazia costituzionale - e molto più in linea con ideologie totalitarie - ma si pone anche a siderale distanza dal senso critico che sta alla base della ricerca storica e dalla stessa, difficile ma essenziale, missione dell’informazione giornalistica in una società plurale». E ancora, sempre rivolti ad Allam: «Il giornalismo rischia di cadere in una logica da tifo calcistico, soprattutto quando si toccano temi delicati e sensibili come quelli religiosi e in particolare relativi all’islam e alle questioni legate all’area mediorientale. Ci auguriamo che tali tendenze trovino presto voci più equilibrate e meno partigiane a contrastarle».
Sottoscriviamo.

Trova Cinema

Tutti i cinema »

TrovaRistorante

a Bolzano Tutti i ristoranti »

In edicola

Sfoglia Alto Adige
e porta il cinema a casa tua!3 Mesi a soli 19,99€

ATTIVA Prima Pagina
ilmiolibro

Scarica e leggi gli ebook gratis e crea il tuo.

^M